Natale: “L’Altra Cucina… per un pranzo d’amore” in 12 carceri. A Rebibbia Pupi Avati lancia un “laboratorio del cinema” e Somma “un triangolare di calcio tra detenuti e Nazionale italiana attori”

foto SIR/Marco Calvarese

Canti, risate, divertimento, qualche lacrima di commozione e mangiare “stellato” alla sesta edizione de “L’altra cucina… per un pranzo d’amore”, che il Rinnovamento nello Spirito Santo, assieme a Prison fellowship Italia onlus e al ministero della Giustizia, ha promosso oggi a favore di circa 2mila detenuti e detenute in 12 carceri in tutta Italia.
A Massa Carrara, Salerno, Siracusa, Trani, Aversa, Eboli, Castelfranco Emilia, Ivrea, Milano, Torino, Palermo e Roma, i circa 600 volontari sono entrati nelle case circondariali per servire un pasto da leccarsi i baffi a chi sta scontando una pena dentro quelle mura.

Nel carcere di Rebibbia, a Roma, la tavola è stata imbandita per 370 detenute che hanno potuto gustare i piatti preparati dallo chef Francesco Apreda. A servirli, farli cantare e ridere ci hanno pensato Nino Taranto, Sebastiano Somma, Francesco Castiglione, Maria Soave, Graziano Scarabicchi, Simona Di Bella, Anna Maria Palma, Teresa De Sio, Loredana Errore, Arianna Ciampoli, oltre che Pupi Avati che ha confessato a tutti i presenti di aver avuto l’idea di lanciare proprio dalla casa circondariale romana, un laboratorio di cinema.
“Sicuramente in mezzo a voi c’è qualcuno che ha un talento per la recitazione”, ha dichiarato il regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore italiano che ha fatto eco alle parole di Somma: “Questo pranzo è solo un punto di inizio”, ha annunciato l’attore spiegando come siano già state buttate le basi per realizzare un triangolare di calcio tra le mura di Rebibbia, invitando a partecipare la Nazionale italiana attori.

Una festa alla quale ha partecipato anche parte del personale della Polizia penitenziaria impiegato nel carcere, assieme alla direttrice Maria Carmela Longo, felice di poter porgere gli auguri di Natale in un modo così conviviale.
“Quando tutti dicono male di noi, Dio continua a dire bene di noi. Anche quando sbagliamo o facciamo qualcosa di storto, Dio continua a benedirci e ci dice: sei un figlio, sei libero dentro, nessuno ti può togliere dal cuore la speranza”, le parole di mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare del settore est della diocesi di Roma, intervenuto assieme ad altri sacerdoti: “Le persone che sono qui – ha evidenziato – sono a dirvi che c’è una società che vi aspetta per ricominciare”.
“Oggi abbiamo messo un seme, custoditelo”, ha dichiarato Salvatore Martinez, presidente di RnS, che ha salutato i presenti dopo la lettura delle parole di Papa Francesco, tratte dal discorso fatto il 14 settembre 2019 in piazza San Pietro, interrotte dagli applausi delle detenute nel passaggio in cui Bergoglio dice: “Coraggio, non soffocate mai la fiammella della speranza, Sempre guadando l’orizzonte del futuro: sempre c’è un futuro di speranza, sempre”.

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