Avvenire: messa del card. Parolin nella redazione di Milano. “Ricordare l’appartenenza, difendere la memoria”

“Ricordate la vostra appartenenza”, “difendete la memoria”. Così il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, si è rivolto ai giornalisti e dipendenti di Avvenire, durante l’omelia pronunciata ieri nella messa celebrata nella sede milanese del quotidiano, in vista del prossimo Natale. Nell’omelia, il porporato ha segnalato “un preciso messaggio anche per chi come voi si occupa ogni giorno di parole e non solo: come riconoscere la Parola nelle migliaia di parole che ogni giorno alimentano la vostra redazione? C’è una bussola con cui orientarsi?”, ha chiesto. La risposta – ha evidenziato il card. Parolin – sta “nel ricordare la vostra appartenenza ogni giorno”. “La storia parla e traccia percorsi per il futuro. Voi appartenete a una storia ecclesiale, impreziosita da grandi figure del laicato cattolico italiano. E, permettetemi, ‘appartenete’ anche in maniera indissolubile a un grande Pontefice, Paolo VI, che più di ogni altro ha permesso che la vostra genealogia potesse svilupparsi nel tempo”. E proprio di san Paolo VI, il cardinale ha voluto ricordare il discorso sui mezzi di comunicazione sociale il 27 novembre 1971, parole “riproposte anche da Papa Francesco nell’udienza concessa per i vostri 50 anni di vita”. Non meno importante – ha avvertito il cardinale – è “la difesa della memoria”, come raccomandava il card. Carlo Maria Martini nella sua Lettera pastorale “Il lembo del mantello”. Memoria che “è l’unico criterio che permette di sfuggire all’assolutizzazione della novità”. “Le notizie non devono possedere solo il carattere di novità, ma anche quello della memoria. Senza questa non c’è identità. E questo vale soprattutto per un mondo quale quello dell’informazione i cui confini sotto la spinta delle moderne tecnologie diventano sempre più labili”.

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