Bonus latte artificiale: Sin, bene per chi non può allattare ma occorre promuovere allattamento al seno con più misure per le mamme lavoratrici

La Società italiana di neonatologia (Sin), pur apprezzando le misure a sostegno dell’allattamento al seno previste dall’emendamento alla manovra di bilancio, recentemente approvato dalla Commissione bilancio del Senato (istituzione di una Giornata sull’allattamento e allungamento dei permessi per le madri lavoratrici che allattano), esprime perplessità sul bonus di 400 euro per l’acquisto gratuito di sostituti del latte materno, a favore delle madri che non allattano al seno per condizioni patologiche. “Pur comprendendo le motivazioni che hanno portato all’approvazione della misura – si legge in un comunicato – , la Sin ritiene che il provvedimento potrebbe, se non correttamente interpretato e non affiancato da altri interventi a sostegno dell’allattamento naturale, penalizzare l’allattamento al seno”. Un conto è, secondo i neonatologi, prevedere un sostegno economico per l’acquisto del latte artificiale per le madri ed i bambini in cui l’allattamento materno non è praticabile per cause mediche ben documentate; altra cosa è destinare risorse ai casi di abbandono dell’allattamento al seno per vera o presunta mancanza di latte materno (ipogalattia e agalattia materna). I neonatologi esprimono un giudizio favorevole relativamente alla proposta di raddoppiare, nei primi sei mesi di vita del bambino, i permessi per le donne che lavorano, prevedendo riposi di quattro ore anziché due e per l’identificazione di una giornata di sensibilizzazione sul tema. Accanto a questi provvedimenti sarebbe opportuno prevedere misure legislative ancora più incisive a supporto delle donne lavoratici, affinché non interrompano l’allattamento al seno e norme specifiche per la diffusione delle banche del latte umano donato.

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