Brasile: vescovi, il diritto alla libertà di espressione “non annulla il rispetto per le persone e i loro valori”

La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), attraverso una nota della sua Presidenza, “ripudia i fatti recenti che, in nome della libertà di espressione e della creatività artistica, attaccano profondamente la fede cristiana. Ridicolizzare la convinzione di un gruppo, qualunque esso sia, oltre ad essere un’offesa ai sensi del diritto penale, significa mancare di rispetto a tutte le persone, danneggiare la ricerca di una società effettivamente democratica che valorizzi tutti i suoi cittadini”.
Sebbene la nota non si riferisca direttamente a nessuna produzione artistica specifica, il riferimento è con ogni probabilità al film “La prima tentazione di Cristo” del gruppo brasiliano Porta dos Fundo, trasmesso in prima visione sulla piattaforma di streaming Netflix il 3 dicembre. Nella pellicola, Gesù ritorna con un viaggio nel deserto di 40 giorni ed è coinvolto in una festa a sorpresa per i 30 anni. Il film ritrae i personaggi caricaturali e Cristo stesso come omosessuale.
“La Chiesa – ribadisce la nota – non ha mai mancato di promuovere l’arte e la libertà di espressione”. Per questo motivo, la Cnbb quando “c’è mancanza di rispetto nelle produzioni mediatiche, i media diventano violenti, vere armi che contribuiscono a ridicolizzare e uccidere i valori più profondi di un popolo”.
Concludono i vescovi: “Viviamo in una società pluralistica. Non tutti hanno le stesse convinzioni. Tuttavia, come requisito etico e democratico, dobbiamo rispettare tutte le persone. Nulla consente a nessuno il diritto di diffamare le credenze” di ciascuno. Il diritto alla libertà di espressione “non annulla il rispetto per le persone e i loro valori”.

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