Università europea Roma: convegno internazionale a Gerusalemme su nuove sfide antropologiche tra memoria e futuro

“Le nuove sfide antropologiche: tra memoria e visione del futuro” è il tema del convegno internazionale organizzato ieri e oggi presso il Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme nell’ambito delle attività di formazione integrale dell’Università europea di Roma (Uner), tra memoria collettiva e individuale, ricerca archeologica, prospettive etiche rivolte al futuro. “Storia e archeologia sono alla base della conoscenza di Gerusalemme e della terra di Israele”, ha spiegato Renata Salvarani, docente di storia del cristianesimo all’Uner. Per Claudio Bonito, docente all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, occorre “strutturare un’analisi filosofica delle dinamiche antropologiche” per interpretare e gestire “i repentini cambiamenti dei paradigmi esistenziali imposti dallo sviluppo tecnologico”. Parlando dell’intelligenza artificiale, padre Alberto Carrara (Pontificia Accademia per la vita), ha osservato: “Il potenziale che l’evoluzione degli algoritmi offre oggi all’umanità può, da una parte, suscitare entusiasmo e speranza, dall’altra, anche gravi preoccupazioni”. Urgente “una riflessione interdisciplinare in materia che sia in grado di offrire lo stato dell’arte, le reali evoluzioni prossime, le applicazioni positive e i pericoli dell’utilizzo dell’AI”. Padre Rafael Pascual (Regina Apostolorum) ha ricordato che “l’uomo non è il padrone della natura, ma casomai l’amministratore” e “deve condividere” questo patrimonio “con gli altri, anche con le future generazioni”. Di qui l’importanza di parlare di “casa comune” e “solidarietà ambientale.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo

Informativa sulla Privacy