Ue: più nomi di donna a vie e piazze. Al progetto italiano “Toponomastica femminile” il primo premio per la società civile

(Bruxelles) È andato al progetto italiano “Toponomastica femminile” il primo premio per la società civile elargito dal Comitato economico e sociale europeo (Cese). L’annuncio oggi a Bruxelles nella sessione conclusiva dell’assemblea plenaria. “Quante sono le strade nelle nostre città intitolate a uomini e quante a donne? Quando abbiamo cominciato nel 2012, l’indice di ‘femminilizzazione’ era di 7,5 su 100. Il punto è restituire alle donne lo spazio pubblico, ritrovare il luogo delle donne”, ha detto Maria Pia Ercolini, presidente dell’associazione, ricevendo il premio. Il punto sta nel “rimuovere i pregiudizi” e cambiare l’immaginario pubblico rispetto alle donne. Toponomastica femminile è nato con l’idea che più strade, piazze, giardini e luoghi urbani debbano essere dedicati alle donne per “compensare l’evidente sessismo”, che connota anche questo ambito, e dare visibilità alle donne che hanno contribuito a migliorare la società. Il premio è dotato di 14mila euro.
Il Cese ha però anche premiato altre 4 esperienze che parlano di “più donne nella società e nell’economia europea”, questo il tema generale dell’edizione 2019 del premio. Sono quindi stati assegnati 9mila euro rispettivamente al movimento femminile “Sciopero delle donne polacche”, nato nel 2016 con una grande mobilitazione dal basso per rivendicare i diritti delle donne; alla iniziativa bulgara “Fiabe” della associazione Naia, che spiega e racconta l’uguaglianza di genere ai bambini più piccoli e alle loro famiglie; al programma finlandese, che combatte gli stereotipi di genere nell’industria dei software Women Code (#mimmitkoodaa), e infine a “The Brussels Binder”, una raccolta dati di esperti politici donne, iniziativa nata come risposta ai troppi dibattiti in cui al tavolo dei relatori ci sono solo uomini.

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