Russia: vent’anni fa la riconsacrazione della cattedrale cattolica di Mosca. Mons. Pennisi (Monreale), “comunità che sia famiglia”

“La gioiosa celebrazione dell’anniversario della dedicazione di questa Chiesa possa stimolare tutti a un impegno comune a fare di questa comunità ecclesiale la famiglia di Dio che vive nella comunione a servizio della nuova evangelizzazione per costruire una città terrena nella autentica libertà dei figli di Dio, nella fraternità universale, nella pace rispettosa della giustizia, nella testimonianza della carità che rifletta l’amore del Dio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, nell’omelia della messa che ha celebrato stasera nella cattedrale cattolica di Mosca, intitolata all’Immacolata concezione di Maria, nel ventesimo anniversario della riconsacrazione. “Facendo grata memoria dell’anniversario della dedicazione di questa chiesa celebriamo il mistero della presenza speciale di Dio in un edificio, che dopo tante traversie, è tornato a essere un luogo consacrato per il culto divino – ha aggiunto il presule -. Sappiamo che Dio è ovunque. Eppure, quando il popolo di Dio ha eretto un edificio dedicato totalmente al servizio di Dio, la sua gloria viene ad abitare in quel luogo”. Ricordando che “la presenza di Dio non è confinata nel tempio, ma che manifesta la sua gloria in un modo particolare in alcune persone e luoghi”, l’arcivescovo ha evidenziato che “il luogo in cui possiamo incontrare la presenza di Gesù Cristo è la Chiesa”. “Il momento in cui noi possiamo fare la nostra professione di fede è la celebrazione liturgica”. Nelle parole di mons. Pennisi la consapevolezza che “la Chiesa è innanzitutto la comunità dei credenti che sono le pietre vive di un edificio spirituale”. “La chiesa come edificio ha valore e ha un senso se è la casa, la dimora di una comunità ecclesiale, che celebra e vive l’Eucaristia per partire in missione tra la gente, annunciando e testimoniando con la parola e le opere la buona notizia”. “Il tempio, segno della presenza di Dio in mezzo al popolo – ha concluso il presule -, serve perché la santità della nostra vita, la preghiera continua e l’amore vicendevole siano il segno reale della dimora di Dio presso gli uomini. Questa chiesa per noi ha tutto il suo valore perché è il luogo della nostra fraternità”.

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