Regno Unito: elezioni, ultimi sondaggi ancora favorevoli al premier Johnson, che però perde punti. Sale Corbyn

Sono d’accordo le più importanti società di sondaggi, “Yougov”, “Opinium”, “Panebase”, “ComRes”, “Icm”, mentre 46 milioni di britannici hanno cominciato a votare (dalle 7, ora di Londra, fino alle 22). Il vantaggio dei conservatori sui laburisti si è ridotto, dall’inizio della campagna elettorale, un mese e una settimana fa, da 15 a 12 punti percentuali. Il premier uscente Boris Johnson, che tutti danno per vincente, è passato, nei sondaggi, dal 46 al 45% dell’elettorato. Il suo rivale, Jeremy Corbyn, è salito dal 31% al 33%. La distanza significativa di 12 punti dovrebbe tradursi, per Johnson, in una maggioranza di 28 seggi, 343 sui 650 della Camera dei comuni. Tuttavia un “hung parliament”, un “parlamento appeso”, nel quale nessuno dei due partiti principali detiene la maggioranza assoluta, è ancora possibile. Dopotutto i sondaggi hanno sbagliato in passato. Nel 2015, quando non hanno previsto la vittoria di David Cameron. Nel 2016, al referendum sulla Brexit. E anche nel 2017, quando Theresa May ha ottenuto soltanto una maggioranza molto risicata. I sondaggi concordano anche sulla vittoria, in Scozia, dei nazionalisti dello Scottish National Party. La leader, Nicola Sturgeon, dovrebbe conquistare una quarantina di seggi a Westminster. Avrebbe, così, un ruolo chiave nel caso Boris Johnson non riesca ad ottenere più di 312 seggi e i partiti europeisti, liberaldemocratici e verdi, decidessero di appoggiare, come premier, il laburista Jeremy Corbyn. I primi exit poll saranno resi noti alle 22 di Londra (23 ora italiana).

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