Papa Francesco: messaggio Giornata mondiale della pace, la memoria “va custodita” per “costruire un futuro più giusto e fraterno”

La memoria “va custodita non solo per non commettere di nuovo gli stessi errori o perché non vengano riproposti gli schemi illusori del passato, ma anche perché essa, frutto dell’esperienza, costituisca la radice e suggerisca la traccia per le presenti e le future scelte di pace”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio per la Giornata mondiale della pace cita gli “Hibakusha”, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki: “Sono tra quelli che oggi mantengono viva la fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l’orrore di ciò che accadde nell’agosto del 1945 e le sofferenze indicibili che ne sono seguite fino ad oggi”. “La loro testimonianza risveglia e conserva in questo modo la memoria delle vittime, affinché la coscienza umana diventi sempre più forte di fronte ad ogni volontà di dominio e di distruzione”, la tesi di Francesco, che ripete le parole pronunciate nel discorso sulla pace a Hiroshima: “Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno”. “La memoria è l’orizzonte della speranza”, spiega il Papa: “Molte volte nel buio delle guerre e dei conflitti, il ricordo anche di un piccolo gesto di solidarietà ricevuta può ispirare scelte coraggiose e persino eroiche, può rimettere in moto nuove energie e riaccendere nuova speranza nei singoli e nelle comunità”. Di qui la necessità di “fare appello alla coscienza morale e alla volontà personale e politica”.

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