Infanzia: Istat, offerta asili nido e servizi socio-educativi ancora insufficiente e sotto il parametro Ue (33%). Posti disponibili coprono il 24,7% del potenziale bacino di utenza

Nell’anno scolastico 2017/2018 sono attivi sul territorio nazionale 13.145 servizi educativi per la prima infanzia. Il 51% dei 354.641 posti autorizzati al funzionamento sono pubblici. Tale dotazione è ancora sotto il parametro del 33% fissato dall’Unione europea già per il 2010. I posti nei servizi educativi rivolti alla prima infanzia coprono infatti solo il 24,7% dei potenziali utenti – i bambini con meno di 3 anni. È quanto emerge dal report diffuso oggi dall’Istat su “Asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia” relativo all’anno scolastico 2017/2018.
“Rispetto all’anno precedente si registra un lieve aumento della copertura (+0,7%), dovuto sia al calo dei bambini residenti in Italia sia a un lieve incremento dei posti disponibili (+0,3%)”, rileva l’Istat, confermando che “l’eterogeneità sul territorio è molto ampia: in Valle d’Aosta 47 bambini su 100 hanno un posto disponibile nei servizi educativi, in Campania meno di 9”.
Stando ai dati diffusi, nel 2017 la spesa corrente impegnata dai Comuni per i servizi educativi ammonta a circa 1 miliardo e 461 milioni di euro, di cui il 19,6% rimborsata dalle famiglie sotto forma di compartecipazione degli utenti.
Secondo quanto rilevato dall’Istat, l’offerta educativa per la prima infanzia si compone per circa l’80% di nidi d’infanzia (gli asili nido tradizionali), a cui si aggiunge il 2% di posti nei nidi aziendali e il 10% nelle “sezioni primavera”, organizzate solitamente all’interno delle scuole d’infanzia, cui possono accedere i bambini dai 24 ai 36 mesi.
Per quanto riguarda i costi sostenuti dalle famiglie, “i servizi educativi per la prima infanzia – si legge nel report – hanno un impatto significativo: nel 2018 circa 348.200 famiglie dichiarano di aver avuto spese per asili nido pubblici o privati nel corso degli ultimi 12 mesi, per un ammontare di quasi 624 milioni di euro”. Il carico medio che deve sostenere una famiglia per il servizio di asilo nido, pari a 1.570 euro nel 2015, sale a 1.996 euro del 2017. “I vincoli economici – nota l’Istat – spiegano una parte non trascurabile della mancata iscrizione all’asilo nido dei bambini: nel 2018 sono il 12,4% i genitori di bambini di 0-2 anni non iscritti al nido che dichiarano di non averlo fatto perché i costi sono eccessivi”.

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