This content is available in English

Papa Francesco: udienza, “Gesù è stato odiato dagli avversari”

foto SIR/Marco Calvarese

“Gesù è stato odiato dagli avversari, Paolo uguale”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi si è soffermato sull’episodio di Paolo prigioniero davanti al re Agrippa, narrato negli Atti degli Apostoli. “La testimonianza di San Paolo è sempre più segnata dal sigillo della sofferenza”, ha esordito Francesco: “Questa è una cosa che cresce col tempo nella vita di Paolo”, ha aggiunto a braccio, spiegando che “Paolo non è solo l’evangelizzatore pieno di ardore, il missionario intrepido tra i pagani che dà vita a nuove comunità cristiane, ma è anche il testimone sofferente del Risorto”. “L’arrivo dell’Apostolo a Gerusalemme, descritto al capitolo 21 degli Atti, scatena un odio feroce nei suoi confronti”, ha raccontato il Papa: “Come fu per Gesù, anche per lui Gerusalemme è la città ostile. Recatosi nel tempio, viene riconosciuto, condotto fuori per essere linciato e salvato in extremis dai soldati romani. Accusato di insegnare contro la Legge e il tempio, viene arrestato e inizia la sua peregrinazione di carcerato, prima davanti al sinedrio, poi davanti al procuratore romano a Cesarea, e infine davanti al re Agrippa”. “Luca evidenzia la somiglianza tra Paolo e Gesù, entrambi odiati dagli avversari, accusati pubblicamente e riconosciuti innocenti dalle autorità imperiali”, ha proseguito Francesco: “E così Paolo è associato alla passione del suo Maestro, e la sua passione diventa un vangelo vivo. Paolo è chiamato a difendersi dalle accuse, e alla fine, alla presenza del re Agrippa II, la sua apologia si muta in efficace testimonianza di fede”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy