Intelligenza artificiale in medicina: Moioli (Microsoft), “diagnostica tramite smartphone ma intervento umano sempre indispensabile”. Priorità è “human learning”

“Oggi molte aziende sanitarie stanno impiegando l’intelligenza artificiale per rendere i processi più efficienti. Consente cose prima inimmaginabili. Ad esempio, con uno smartphone si può avere una diagnostica in tempo reale; dalle intonazioni della voce di un paziente l’AI è in grado di desumere alcuni dati clinici. Si può portare in casa la possibilità di rilevare un problema di salute”. A sostenerlo è Fabio Moioli, Head Consulting & Services @Microsoft, nel suo intervento all’incontro AI4Docs “Opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale in medicina” in corso presso il Policlinico universitario A. Gemelli Irccs di Roma. Dunque, non solo opportunità: quali i rischi? Anzitutto, risponde, “considerare l’intelligenza artificiale giusta mentre essa è solo estremamente efficiente e può fare anche gravi errori. L’intervento umano è sempre indispensabile: quando si usa un algoritmo dobbiamo essere noi umani a validarlo”. Per l’esperto, la formula vincente è “l’immagine vista da un medico e analizzata da un algoritmo”; una sorta di alleanza che però richiede un’apposita formazione di medici e clinici. “Si parla tanto di machine learning – conclude – ma in Italia l’azione più urgente è incentivare l’human learning: i medici devono imparare a creare e utilizzare queste nuove tecnologie”.

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