Adozioni internazionali: crollano le domande di idoneità. Griffini (Aibi), “è il calo della fiducia. Occorre sostenere le coppie nell’iter”

“Il crollo delle domande di idoneità all’adozione internazionale, precipitate del 60% negli ultimi dieci anni, e all’adozione in senso lato, sono un segnale drammatico in un Paese come l’Italia, sempre ai primi posti delle classifiche per accoglienza. Significa che, anche qui, le coppie stanno smarrendo la fiducia”. Lo sostiene Marco Griffini, presidente di Aibi – Amici dei Bambini, organizzazione nata trent’anni fa da un movimento di famiglie adottive e affidatarie il cui scopo principale è la lotta all’abbandono minorile, in Italia e nel mondo, che ha così commentato i dati ufficiali del ministero della Giustizia per gli anni 2001-2018. “Con la cabina di regia ‘Adozione 3.0’ – ha proseguito – stiamo da tempo chiedendo lo stanziamento di un bonus da 10mila euro per le nuove famiglie adottive. A fronte di un gesto dal valore etico tanto elevato, quello di porre rimedio all’ingiustizia più terribile del mondo, sembra assurdo che nessuno ipotizzi di alleviare i costi che le coppie devono sostenere per un iter di adozione. Anche questo è un elemento che concorre a generare sfiducia e scoramento”. Le domande di idoneità all’adozione di minori stranieri sono passate, infatti, dalle 6.092 del 2010 alle 2.615 del 2018. Nel 2001 erano invece 7.887. “Questo accade – continua Griffini – a fronte di un continuo aumento dei minori dichiarati adottabili in tutto il mondo. Le ‘neglect list’, che registrano i bambini e i minori in stato di adottabilità, sono sempre più lunghe e presentano casi sempre più drammatici: adolescenti che vedono affievolirsi le speranze di tornare a essere ‘figli’ per colpe non loro, solo per un numero sulla carta d’identità. E anche in Italia le cose non vanno certamente meglio, con un numero di minori fuori famiglia che potrebbe toccare le 40mila unità. E cosa si sta facendo per porre un rimedio, per dare, anche se flebile, una speranza in più a questi incolpevoli nel nostro Paese? Nulla”-

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