Gesuiti: p. Sosa, “ascoltiamo il grido dei crocifissi del mondo”

Continuare a percorrere il sentiero aperto da Gesù, senza mai dimenticare la preghiera, e “sempre più sensibili al grido dei crocifissi di questo mondo”. È la consegna che padre Arturo Sosa ha affidato agli oltre duecento gesuiti provenienti da tutto il mondo che a Roma hanno celebrato i 50 anni del Segretariato per la giustizia sociale e l’ecologia (4-8 novembre). “Sogniamo un mondo giusto, strutturalmente giusto”, ha detto il preposito generale della Compagnia nella messa che ha concluso il congresso, indicando in particolare tre impegni “urgenti” per il futuro: promuovere più giuste “relazioni economiche, sociali e politiche”, rafforzare nella Chiesa e nella società la “partecipazione equa e adeguata delle donne alla guida di progetti e processi” e sradicare “tutti i tipi di abuso nella società, nella Chiesa e nelle nostre opere apostoliche”. Il congresso romano si è svolto per marcare il cinquantesimo anniversario del segretariato fondato nel dopo-Concilio dall’allora superiore dei gesuiti, padre Pedro Arrupe, ed è stato l’occasione “per ringraziare, fare memoria e sognare il futuro di impegno della Compagnia di Gesù nella missione di riconciliazione e giustizia”, ha detto padre Sosa.
Il congresso nel suo ultimo giorno ha pubblicato una lettera a un anonimo “compagno martire”, uno dei 57 gesuiti uccisi in questi 50 anni mentre erano in servizio del Vangelo e della giustizia. A loro e al padre Arrupe è stata dedicata la messa di apertura, lunedì, e il segretariato ha anche curato una specifica pubblicazione che ricorda le storie di queste “torce di luce e di speranza”. Il padre generale ha incontrato la sera di giovedì le donne che hanno partecipato al congresso, che hanno fatto presente l’istanza di un maggior coinvolgimento femminile, come indicato dallo stesso padre Sosa nel discorso di apertura del congresso.

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