Bolivia: vescovi, “la violenza non porta a soluzioni durature”. Il Governo guidi “percorsi di pace”

“Ci rammarichiamo profondamente che questo conflitto sia cresciuto fino ad arrivare agli eventi drammatici che affliggono il paese oggi. La violenza non porta mai a soluzioni vere e durature e, al contrario, è fonte di tristezza e morte. Ancora una volta come Chiesa cattolica, difensore della vita, condanniamo con veemenza la violenza, ovunque essa provenga”. Lo dichiara la Segreteria generale della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), che interviene ancora una volta sulla situazione del Paese dopo le contestate elezioni presidenziali, attraverso un comunicato diffuso ieri, nel quale di prende posizione dopo le violenze dei giorni scorsi, che a Cochabamba sono state caratterizzate da una vittima e da un centinaio di feriti. Tutto questo mentre a Santa Cruz de la Sierra lo sciopero della cittadinanza è gi arrivato al diciassettesimo giorno consecutivo. “È urgente optare per un dialogo sincero e onesto, l’unico modo responsabile ed efficace per risolvere i nostri problemi – si legge ancora nella nota -. Chiediamo al Governo, che ha la responsabilità principale di guidare le persone lungo percorsi di pace, di avviare urgentemente un dialogo tra tutte le parti; ricordiamo ai partiti dell’opposizione che il metodo migliore è sempre quello della concertazione. Ai comitati civici rivolgiamo l’invito di creare condizioni favorevoli al dialogo e all’intera popolazione di prendersi cura del dono della vita, che è un dono di Dio; e di manifestare le loro idee in pace e senza aggressività”. Concludono i vescovi: “Non ci dev’essere un morto in più. In nome di Dio, chiediamo a tutti di esprimere atteggiamenti conflittuali e di instaurare un dialogo responsabile il prima possibile”. L’invito ulteriore è a moltiplicare nelle comunità cristiane momenti di preghiera per la pace.

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