Azione Cattolica: convegno Istituto Toniolo, buone pratiche di sostenibilità tra azione locale e visione internazionale

“La sfida della giustizia sociale come risposta alle disuguaglianze nella distribuzione delle risorse e alla violazione dei diritti umani fondamentali, sebbene ambiziosa, può essere vinta se ciascuno è disposto a fare la propria parte. Stati e comunità civile, imprese e istituzioni, cittadini e comunità locali possono diventare protagonisti del cambiamento, altrimenti il futuro delle prossime generazioni è compromesso per sempre”: ne è convinto Michele D’Avino, direttore dell’Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo, che ha promosso oggi alla Domus Mariae di Roma un convegno su “Povertà e disuguaglianze. Prospettive internazionali di sviluppo sostenibile”. Il presidente nazionale di Azione cattolica Matteo Truffelli ha inquadrato l’evento “nella prospettiva della Laudato si’: rispetto alla cura del creato, i poveri rappresentano il punto critico. Per l’Ac, è necessario trovare strade di azione concreta nella realtà locale senza perdere di vista la dimensione internazionale”, ha aggiunto. “Gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2016-2030 sono molto stringenti su povertà e disuguaglianze – ha evidenziato il sociologo Antonio La Spina –. Gli aiuti internazionali allo sviluppo, criticati da alcuni, hanno contribuito alla riduzione della povertà”.
“Lo sviluppo sostenibile deve essere durevole, integrale e riguardare ogni settore della società – ha fatto eco Isabel Trujillo dell’Università di Palermo –, coinvolgendo i privati in investimento e ricerca sugli obiettivi Onu per la sostenibilità”. Incisivo l’intervento del direttore di Caritas Italiana mons. Francesco Soddu: “Non si dia per carità tutto ciò che è dovuto per giustizia!”, ha esordito. Commentando il paradosso tra obesità e fame nel mondo, Soddu ha chiosato: “Il lavoro di carità più grande consiste nel comprendere le cause di povertà e disuguaglianze per eliminarle alla radice, allargando il campo d’impegno dal piano economico a quello sociale, culturale e umano”.

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