Carceri: don Grimaldi (ispettore generale cappellani), “nella Giornata dei poveri pregheremo per il Papa”

“Poveri e carcere in unità di preghiera”. Come anticipato dal Sir il 6 novembre, la terza Giornata mondiale dei poveri, che sarà celebrata il prossimo 17 novembre, si arricchisce di “un singolare momento di preghiera dedicato al Santo Padre Papa Francesco nelle carceri italiane”. L’iniziativa, si legge in una nota dell’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri italiane, “nasce dall’esigenza di riunire il mondo in preghiera per il Papa prendendo spunto dal recente viaggio in Mozambico quando, conversando con un gruppo di gesuiti, Papa Francesco affermò che ‘è importante che la gente preghi per il Papa e per le sue intenzioni: Il Papa è tentato, è molto assediato: solo la preghiera del suo popolo può liberarlo’”. Partendo da questa esigenza di “comunione ecclesiale” e dall’invito del Papa alla Chiesa ad avere un’attenzione particolare verso i poveri e a risvegliare le coscienze verso le tante ingiustizie subite, “avendo presente che l’ingiustizia è la radice perversa della povertà”, l’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri guidato da don Raffaele Grimaldi, promuove fortemente, il 17 novembre, la Giornata di preghiera nelle carceri italiane sul tema “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”, in concomitanza della terza Giornata mondiale dei poveri voluta da Papa Francesco.
Un messaggio pregnante e unitario, dunque, quello di don Grimaldi consegnato stamattina al Santo Padre durante l’udienza in Sala Clementina a 50 rappresentanti dei cappellani di tutto il mondo, in occasione dell’Incontro internazionale per i responsabili regionali e nazionali della pastorale penitenziaria, promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sul tema “Lo sviluppo umano integrale e la pastorale penitenziaria cattolica” In questa particolare giornata vi esorto a pregare per Papa Francesco – recita il messaggio dell’ispettore dei Cappellani inviato anche ai cappellani delle 200 carceri d’Italia e ai 50 rappresentanti dei cappellani di tutto il mondo – lui che ha uno sguardo di predilezione e attenzione verso i carcerati ed è molto vicino al ministero dei cappellani e di tutti quelli che sono accanto ai ristretti per aiutarli a non perdere mai la speranza”.

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