Sinodo per l’Amazzonia: mons. Azuaje (vescovi venezuelani), “lo Spirito ci ha parlato, iniziare a promuovere le conclusioni nelle diocesi”

“La verità è che lo Spirito ci ha parlato e ci ha illuminato, è stato un esercizio di collegialità e di navigazione verso nuove direzioni; tante volte in controcorrente, ma sempre fiduciosi nella novità alla quale il Signore risorto dà impulso, davanti a nuove realtà culturali”. Così il presidente della Conferenza episcopale venezuelana e della Caritas latinoamericana, mons. José Luis Azuaje, arcivescovo di Maracaibo, definisce la recente esperienza del Sinodo per l’Amazzonia, in una riflessione diffusa dall’Ufficio comunicazioni della Conferenza episcopale venezuelana.
“L’intero processo – riflette mons. Azuaje – è stato anche accompagnato, dall’esterno, da persone sensibili, che hanno immaginato grandi possibilità per il rinnovamento della Chiesa attraverso nuovi modi di evangelizzare, sebbene ci fossero anche quelli che si erano dati il compito di bombardare il Sinodo con visioni che non erano in linea con esso”.
Il presidente dei vescovi venezuelani scrive che l’esperienza testimoniale dei missionari che hanno prestato servizio nell’Amazzonia per decenni è una garanzia di ecclesialità, non tanto dogmatica, ma cristiana, che rende possibile la fede in Gesù Cristo. Camminare sulla madre terra, vivere con le popolazioni indigene, sentirsi uno di loro, condividere le loro culture e la dignità della loro vita sono garanzie che le conclusioni sinodali siano credibili e applicabili”. Ma adesso qual è il prossimo passo? Mons. Azuaje auspica che, mentre si attende l’esortazione apostolica del Papa, le Conferenze episcopali inizino a promuovere ciò che è stato approvato al Sinodo, mentre sottolinea che nella Commissione post-sinodale è stato nominato anche un venezuelano, mons. Jhonny Reyes, vicario apostolico di Puerto Ayacucho.

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