Mezzogiorno: Conte (premier), “se riparte il Sud, riparte l’Italia. Consapevolezza che deve guidare l’azione di governo”

“Tra le più gravi criticità che stanno acuendo le disuguaglianze tra Nord e Sud registro con preoccupazione la crisi demografica per una riduzione senza precedenti del tasso di natalità, coniugato a una crescente migrazione verso l’estero e il nord del Paese”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stamani alla Camera dei deputati in occasione della presentazione del Rapporto dello Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno. “Tra 2002 e 2017 sono emigrati dalle regioni del Sud oltre due milioni di persone. Se procediamo con questo trend il Sud perderà cinque milioni di persone e, a condizioni date, oltre il 40% del Pil”. Una dinamica determinata, secondo il premier, dall’assenza di “solide prospettive di lavoro”. “La crisi dell’occupazione nell’ultimo decennio ha assunto il carattere di un’autentica emergenza nazionale e gli sforzi compiuti non hanno dato quelle prospettive per rimediare. Molto resta da fare per assicurare adeguate prospettive occupazionali”. “Ancora più grave” è stato giudicato da Conte il dato dell’occupazione femminile. “Se riparte il Sud, riparte l’Italia – è la convinzione del presidente del Consiglio -. Questo non è uno slogan, ma un’affermazione che nasce dalla consapevolezza che deve guidare l’azione di governo. L’intero Paese ha perso competitività a livello europeo con disinvestimenti sul Sud”.

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