Irlanda: mons. Neary (Tuam) su proteste contro l’accoglienza dei rifugiati nell’isola di Achill. “Come cristiani abbiamo l’obbligo morale di accogliere lo straniero”

“L’Irlanda sta passando da un periodo di austerità e recessione ad uno più prospero dal punto di vista del ciclo economico. Come cristiani siamo quindi moralmente obbligati ad accogliere lo straniero” e “condividere con coloro che sono meno fortunati di noi” queste condizioni migliorate. È quanto afferma l’arcivescovo di Tuam, mons. Michael Neary, riguardo le proteste che si sono sollevate in risposta a un piano di accoglienza per i richiedenti asilo in un hotel sull’isola di Achill. Precisando di non essere stato personalmente informato di alcun piano dal Dipartimento di Giustizia, l’arcivescovo ricorda che gli abitanti dell’isola di Achill sono conosciute come persone “accoglienti” e che hanno accettato in passato persone provenienti da tutto il mondo. L’invito è a essere anche oggi “particolarmente attenti a coloro che stanno vivendo gravi sconvolgimenti e una crisi di speranza nelle loro vite”. “Abbiamo anche l’obbligo morale di servire il bene comune impedendo” che altre persone possano sfruttare le persone vulnerabili facendo leva su “odio e paura”. “La maggior parte delle famiglie irlandesi conosce fin troppo bene quel sentimento di paura e trepidazione che accompagna l’emigrazione. Facciamo in modo che la nostra fede e la nostra esperienza siano un modello di generosità verso gli altri”.

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