Conferenza nazionale RnS: Martinez (presidente), “la cultura di Pentecoste chiede una nuova sintesi creativa tra fede e storia”

“Non c’è evangelizzazione senza effusione dello Spirito. Non c’è effusione dello Spirito senza preghiera. Non c’è preghiera senza comunità. Non c’è comunità senza parola di Dio”: è un richiamo crescente all’impegno quello che il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha proposto nella relazione finale della 43ª Conferenza nazionale animatori, in cui ha sottolineato come l’effusione dello Spirito sia una grazia connessa al mistero della Chiesa e sorretta dalla parola di Dio, “non dallo Statuto del RnS”. Il versetto dal capitolo 13 del Vangelo di Giovanni “Tutti sapranno che siete miei discepoli se avrete amore gli uni per gli altri”, che ha accompagnato i 4000 animatori da tutta Italia nella quattro giorni riminese, è poi risuonato forte nelle parole del presidente, che ha definito l’amore evangelizzante “tracimante, come l’acqua che riempie la diga e che continua a lavare i piedi degli uomini, non solo di quelli che stanno nel Cenacolo, ma di tutti quelli che il Cenacolo, la casa, la Chiesa, la comunità l’hanno abbandonata o non la trovano”. Un invito chiaro e programmatico a tutto il Rinnovamento è quello all’apertura e al servizio: “Siamo una comunità nazionale, costruita con uno Statuto inclusivo, una capacità generativa, un ampliamento progettuale che i nostri vescovi benedicono – ha affermato Martinez –. Quanto, però, alla ‘mistica delle relazioni’, dobbiamo ancora fare meglio, dobbiamo avere il coraggio di eleggerci fratelli nell’amore del Signore”. La cultura di Pentecoste oggi, che “è umanizzazione secondo lo Spirito”, chiede una “nuova sintesi creativa tra fede e storia, fede e cultura, fede e servizio, fede e carità”.

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