Bolivia: mons. Scarpellini (El Alto), “ascoltare volontà popolare e promuovere il dialogo”

Sono proseguite per tutta la settimana a La Paz, a Santa Cruz de la Sierra e nelle altre principali città della Bolivia le manifestazioni di cittadini, in qualche caso represse con gas lacrimogeni, con le quali viene chiesta trasparenza sul risultato delle elezioni presidenziali, che hanno decretato la vittoria al primo turno, di strettissima misura, del presidente uscente Evo Morales. Ieri, durante la messa celebrata a La Paz nella chiesa di San Francesco, il vescovo di El Alto, mons. Eugenio Scarpellini, ha rivolto un duplice appello al dialogo senza violenza e all’ascolto della volontà popolare. “La Chiesa – ha detto il presule – manifesta una volta di più il suo appello al dialogo, alla pace e all’unità tra i boliviani, condannando qualsiasi tipo di violenza, provocazioni di gruppi che cercano lo scontro e dichiarazioni irresponsabili che incitano alla lotta e che vogliono riattualizzare antiche discriminazioni tra città e campagna”. Nelle parole del vescovo la consapevolezza di vivere “una situazione di crisi molto profonda”. “Molti cittadini esprimono la mancanza di credibilità delle istituzioni pubbliche”. “Mentre respingiamo false accuse contro la Chiesa – ha concluso il vescovo di El Alto –, chiediamo di ascoltare il grido del popolo e di rispettare la volontà popolare. Continuiamo a chiedere il dialogo, la partecipazione sincera di tutti gli attori, internazionali, nazionali, politici, partiti e società civile, nella ricerca di soluzioni che devono passare attraverso la valutazione trasparente degli eventi degli ultimi anni, con l’adesione alla verità che consente di superare un legalismo farisaico, interessato e inquietante, per dirigerci verso una vera democrazia”.

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