Natalità: Bonetti (min. Famiglia), “assegno universale non unico, chiedersi oggi chi sono le famiglie”

“Noi stiamo procedendo con un linguaggio diverso da quello dell’assegno unico, pensato come contributo mensile per le famiglie riorganizzando i contributi già in essere. Abbiamo voluto introdurre il termine ‘universale’ perché con la Legge di bilancio vogliamo affermare che tutti i nuovi nati o adottati nel 2020 sono un bene per la collettività. E che le famiglie che li accolgono si stanno mettendo a servizio per il bene di tutti”. Lo ha detto il ministro per la Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, intervenendo stamani all’apertura del nuovo anno del percorso di formazione politica “Connessioni”, guidato dal gesuita p. Francesco Occhetta. “Abbiamo scelto di introdurre l’assegno universale per la natalità per tutti i nuovi nati, perché credo che non sia utile oggi definire quali famiglie hanno diritto e quali no. Oggi mi sono chiesta chi sono le famiglie nel nostro Paese”, ha spiegato il ministro. Ricordando il tasso “bassissimo di natalità” nel Paese (1,29 figli per madre), Bonetti ha evidenziato l’esigenza di “permettere a una donna di desiderare una realizzazione familiare e lavorativa”. “Nella legge di bilancio, oltre a un sostegno economico per le donne in gravidanza, sperimentiamo l’accesso a percorsi gratuiti nell’ambito digitale o di empowerment per donne che hanno meno consapevolezza del valore femminile”. A proposito dei sostegni per le famiglie, la convinzione del ministro è che “le politiche di sostegno alle famiglie non sono politiche assistenziali”. “Stiamo investendo sul futuro, perché spezziamo il pane sapendo che verrà moltiplicato. Se una famiglia sostiene spese educative per i figli sta contribuendo alla libertà di tutti, è un contributo che la famiglia sta dando alla società e quindi va detassata”.

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