Migranti: don Colmegna (Casa della carità), “politica sia coraggiosa e non giochi al ribasso”

“Abbiamo bisogno che la politica sia coraggiosa e avverta ancora il senso del possibile, che non sia un gioco di mediazione al ribasso. È suo compito, quindi, non lasciare che i movimenti nati in questi mesi, spontanei e plurali, carichi di una energia che guarda al futuro, si chiudano nell’autoreferenzialità. Con loro si deve essere capaci di aprire un dialogo nuovo in una logica trasformativa e innovativa”. Così il presidente della Casa della carità, don Virginio Colmegna, nel corso del forum di Casa Comune in corso a Milano. “È bene che la politica progressista e riformatrice, come quella che si ritrova qui oggi – ha proseguito -, colga alcune importanti proposte avanzate dalla società civile, che chiede di agire su fenomeni complessi ed epocali: dal cambiamento climatico alle migrazioni. È sfumata a suo tempo la possibilità di riconoscere il diritto di cittadinanza ai figli di stranieri nati o cresciuti in Italia. Non permettiamo, per favore, che oggi si perda un’altra grande occasione, magari perché i sondaggi sembrano andare in un’altra direzione”. Don Colmegna si riferisce alla legge di iniziativa popolare “Ero straniero”, per una nuova normativa sull’immigrazione, che unisce legalità, sicurezza e umanità, superando la legge Bossi-Fini. “Anche a causa degli ultimi decreti, divenuti legge – ha spiegato -, in materia di immigrazione il numero degli stranieri irregolari lieviterà entro il 2020 a oltre 670.000.  Regolarizzando quei cittadini stranieri che già vivono e sono parte del nostro tessuto sociale, ma non hanno o hanno perso un titolo di soggiorno, si permetterebbe a tante persone di uscire dall’ombra e riacquistare dignità e diritti”. La legge di iniziativa popolare “Ero straniero” ha raccolto oltre 90.000 firme.

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