Fine vita: Casini (Mpv), “dobbiamo contrastare idea che aborto e eutanasia siano servizi”

“L’obiezione di coscienza è una conquista della modernità che ha come obiettivo il bene comune e la pace”. Lo ha dichiarato Marina Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), durante il convegno “Liberi di scegliere la vita – suicidio assistito e obiezione di coscienza”, promosso dall’Associazione terapisti cattolici insieme al Rinnovamento nello spirito e all’Associazione liberi avvocati. Obiettivo dell’iniziativa in corso a Roma, ribadire il “no” all’eutanasia.
“Nonostante ciò – ha precisato – la cultura dello scarto che espelle dalla società chi è debole, fragile, chi costa allo Stato, vede nell’obiezione un ostacolo, un intralcio, un elemento di disturbo”. Per questo, ha proseguito la Casini, “dobbiamo insistere sulla libertà del medico perché venga garantita la vita umana, contrastare quell’idea diffusa che l’aborto e l’eutanasia sono dei servizi e soprattutto i tentativi da parte dell’Associazione Luca Coscioni, di far rivedere non solo il codice deontologico medico, ma anche il codice degli infermieri, per far inserire al loro interno elementi che favoriscano la morte su richiesta dei pazienti”.
La presidente, nell’annunciare la richiesta del Mpv al Parlamento “di incrementare le cure palliative promuovendo la vera attenzione al malato e alla famiglia”, ha concluso affermando: “Siamo tutti custodi gli uni degli altri ed è un impegno che dobbiamo assumerci se non vogliamo disumanizzare la società. Solo incrementando la solidarietà e la fiducia potremo contrastare le varie eutanasie”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori