Giornalismo: Tarquinio, no a “informazione selfie”, “parlare a tutti”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“I giornalisti sono i guardiani dell’acqua potabile che spetta a tutti noi”. Marco Tarquinio, direttore de L’Avvenire, è partito da questa metafora per soffermarsi su una parola a suo avviso essenziale per esercitare il mestiere di giornalista: “dovere”. Oggi, ha detto Tarquinio intervenendo alla tavola rotonda sul tema “Liberi perché responsabili”, organizzato da L’Osservatore Romano, Vatican News e Radio Vaticana, siamo in presenza di una “informazione selfie”, dove “tutti i fatti che ci raggiungono coincidono con i nostri punti di vista: c’è sempre la nostra faccia su di loro”. La proposta di Tarquinio invece, è “invertire la tendenza”, confrontandosi con “opinioni diverse dalla nostra, che siano pietre d’inciampo per fare una comunicazione all’insegna della responsabilità”. “Parlare a tutti è il primo dovere da assolvere, per la nostra categoria”, la tesi del direttore, in un panorama dove “sono sempre di meno quelli che prendono sempre di più il controllo del mondo dell’informazione”. In Italia, “il 54% delle notizie sono di cronaca nera”, ha denunciato Tarquinio contestando l’alibi di chi dice: “è quello che la gente vuole”. “C’è una responsabilità del circuito mediatico che avvelena il modo di fare informazione”, la denuncia di Tarquinio, secondo il quale “il compito di una stampa veramente libera è resistere a questa deriva”. A questo proposito Virman Cusenza, direttore de Il Messaggero, ha proposto la figura del giornalista come “difensore civico” che “tuteli il lettore e lo aiuti a distinguere tra una notizia vera e una fake news”. Per padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, “oggi il problema della credibilità del giornalismo, centrato sugli oggetti, è anche un problema di affidabilità, centrato sulle relazioni: nella logica dei social, ognuno parla a se stesso o agli specchi di sé”: di qui la “responsabilità di tutelare la diversità”. “Il giornalismo non va per prescrizioni, ma per formazione su alcuni valori condivisi”, ha fatto notare Antonio Di Bella, direttore di Rainews 24: “Di fronte agli eccessi di libertà di stampo statunitensi e allo Stato etico di stampo cinese, l’unica soluzione è la responsabilità individuale, e socialmente condivisa, su certi valori”.

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