Giornalismo: Molinari, “in un sistema democratico i diritti non si contrappongono, si sommano”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“In una democrazia i diritti non si contrappongono, si sommano”. Lo ha detto Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “Liberi perché responsabili”, organizzata da L’Osservatore Romano, Vatican News e Radio Vaticana. Interpellato da Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano e moderatore dell’incontro, sulla questione della responsabilità dei giornalisti, Molinari ha risposto che secondo lui “la parola chiave è rispetto: per le notizie, per chi le notizie le porta, cioè i giornalisti, per le fonti e per tutti i protagonisti del fatto che si racconta”. “Non basta il rispetto per me stesso, per i miei valori, per il mio giornale: bisogna rispettare gli altri”, la tesi del direttore, secondo il quale “la vera sfida per i giornalisti è identificare nuovi diritti e rispettarli perché si sommino agli altri e la società diventi più forti”. “Se la sfida è trovare nuovi diritti per rafforzare la comunità – ha spiegato Molinari – i primi diritti nuovi diritti da considerare sono i diritti digitali, che vanno tutelati nella società digitale esattamente come lo sono nella realtà fisica”. Tutto ciò, secondo il direttore, tenendo presente “l’incrocio tra chi scrive, che ha la responsabilità di scrivere rispettando i diritti, e chi legge, che ha pari dignità e la cui responsabilità è pari a quella di chi produce i contenuti”. “Il digitale sfugge alle chiavi di censura e di moderazione”, ha fatto notare Franco Bechis, direttore de Il tempo: “Oggi a gran parte di noi giornalisti manca l’esperienza di guardare la realtà. Il nostro è diventato un mestiere che racconta la realtà senza viverla. Non vedendo la realtà, viene meno anche la responsabilità che nasce dal vedere i fatti: un fatto non lo conosci, se non lo vivi. È la condizione di gran parte del mondo mediatico”.

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