Diocesi: mons. Maniago (Castellaneta), “la comunità ecclesiale è chiamata a vivere la propria generatività declinandola anche come carità politica”

“Occorre far maturare nei membri di tutta la comunità la consapevolezza della dignità battesimale e della chiamata per tutti a una corresponsabilità nella vita e nella missione della Chiesa nel mondo per la vita e la speranza di tutti. La comunità ecclesiale è chiamata a vivere la propria generatività anche declinandola come carità politica”. Ne è convinto mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta, che così si è espresso ieri sera nel corso del convegno “Cristiani nella città. Una presenza attiva nel territorio” promosso dall’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il lavoro e dal Laboratorio diocesano di democrazia sociale. Il vescovo ha evidenziato come già nel convegno ecclesiale di inizio anno pastorale nel 2018 fosse emersa “un’esigenza condivisa di promuovere in diocesi occasioni di formazione alla vita sociale e politica per favorire un impegno dei credenti che sia competente, ispirato al Vangelo e alla Dottrina sociale della Chiesa”. La stessa esigenza è stata richiamata nella lettera pastorale “Edifichiamo comunità responsabili” consegnata alla diocesi nella Pentecoste del 2019.
Anche don Giuseppe Laterza, direttore dell’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il lavoro, ha voluto sottolineare “l’importanza della presenza dei cristiani nel mondo a partire dal proprio territorio, dimensione che oggi risulta particolarmente complessa per il clima generale di sfiducia e di disaffezione alla politica che respiriamo”. “I cattolici – ha proseguito – condividono con i non cattolici un profondo senso di smarrimento, alimentato dalla percezione di non appartenere più ad un popolo attraversato da relazioni profonde al suo interno”. Ma ciò non può far “venire meno la responsabilità dei cattolici per il mondo, nel quale sono chiamati a giocare il loro ruolo, anzi una pluralità di ruoli, nell’intento di esprimere una radicale critica alla cultura dello scarto, in favore del primato della carità”. “Abbiamo come cattolici il compito di tessere un nuovo tessuto sociale – ha concluso don Laterza – nel quale la presenza si fa prossimità, cioè dono capace di comunicare la bellezza della vita cristiana, una presenza feconda, sinodale, attenta al dialogo intergenerazionale”.

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