Chiese di Sicilia: don Naro, “necessità impellente di recuperare la dimensione missionaria”

Nel corso della due giorni di convegno regionale su “Accoglienza, dialogo, annuncio nella forma della Carità in una Chiesa sinodale”, oltre alle relazioni e ai laboratori, c’è stato spazio anche l’apporto concreto delle diocesi di Sicilia, già interrogate e chiamate a dare la cifra di come e in che misura l’accoglienza entra nel vissuto delle singole Chiese e parrocchie. La lettura sincronica di dati e esperienze, affidata a don Massimo Naro, è stato momento fondamentale dell’evento attraverso il quale gli Uffici regionali per le migrazioni, per la carità, per le missioni e per l’ecumenismo si sono interrogate.
Guardando alle realtà delle Chiese dell’Isola, don Massimo Naro ha parlato della “necessità impellente per le comunità cristiane di recuperare la dimensione missionaria”, dell’urgenza di “educare i cristiani all’impegno socio-politico, anche quando questo richieda di mettersi a servizio personalmente” e del bisogno di “recuperare il senso della vera giustizia, come atto di coscienza e di carità”.
Proprio questo ultimo settore è stato quello chiamato a dare forma all’impegno e alla corresponsabilità della Chiesa siciliana. “Non quella che si ferma alle parole, ma quella che agisce con le opere-segno, che sono segno della presenza di Dio in questa terra. La presenza dei fratelli migranti – spiega Giuseppe Paruzzo, direttore dell’Ufficio per la carità della Conferenza episcopale siciliana – non può essere vista come un problema, ma come un’occasione che abbiamo per vivere accanto a loro. Un’occasione per servire. I migranti sono un dono che Dio sta facendo a noi credenti. Quando non penseremo più a loro come un problema da risolvere ma in questo modo – ha concluso –, solo allora saremo accoglienti”.

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