Venezuela: massacro contro la popolazione Ikabarú nel sudest del Paese. Nella zona forti interessi minerari

Ancora un massacro di una popolazione indigena, in Venezuela. Lo denuncia la rivista Sic del Centro Gumilla di Caracas, espressione dei gesuiti, in un documentato articolo della giornalista Minerva Vitti. Si tratta del popolo Ikabarú, che vive nel comune di Gran Sabana, nello stato sud-orientale del Bolívar, ai confini con il Brasile. Venerdì scorso un gruppo armato ha sparato in modo indiscriminato contro la popolazione. “Sono arrivati e hanno iniziato a sparare”, si sostiene in alcune testimonianze. Otto, finora, le vittime accertate, secondo l’ong Provea. Pur non essendo conosciuta con precisione l’identità del gruppo armato, è probabile che si tratti di bande armate legate allo Stato venezuelano, così com’era accaduto in precedenti occasioni. La rivista sottolinea il fatto che quella del popolo Ikabarú (un’etnia mista, di indigeni e non indigeni, di circa 2.500 persone) è una zona inclusa nel Piano strategico nazionale dell’Arco minero dell’Orinoco, che prevede l’indiscriminata estrazione mineraria, attualmente condotta in modo quasi esclusivamente illegale e nonostante tale popolazione abbia titolo per essere garante e amministratrice del suo territorio. Probabilmente la presenza di questa popolazione, molto organizzata sul territorio, disturba i progetti minerari in corso, appoggiati dall’attuale regime di Maduro. La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) e il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) hanno espresso condanna e profonda preoccupazione per quanto accaduto.

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