Papa in Giappone: a vittime triplice disastro, “tutto è interconnesso, combattere l’indifferenza”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Otto anni dopo il triplice disastro, il Giappone ha dimostrato come un popolo può unirsi in solidarietà, pazienza, perseveranza e resistenza”. Lo ha detto il Papa, nell’incontro con le vittime del triplice disastro del 2011. “La strada per un pieno recupero può essere ancora lunga, ma è sempre possibile se può contare sull’anima di questa gente capace di mobilitarsi per soccorrersi e aiutarsi a vicenda”, il suo messaggio di fiducia, unito all’invito ad “andare avanti ogni giorno, a poco a poco, per costruire il futuro basato sulla solidarietà e l’impegno reciproco, per voi, i vostri figli e nipoti, e per le generazioni a venire”. “Guerre, rifugiati, alimentazione, disparità economiche e sfide ambientali” sono problemi che “non possono essere visti e trattati separatamente”, ha ribadito il Papa sulla scorta della Laudato si’: “È un grave errore pensare che oggi i problemi possano essere affrontati in maniera isolata senza considerarli come parte di una rete più ampia. Facciamo parte di questa terra, dell’ambiente; perché tutto, in ultima analisi, è interconnesso”. Il primo passo, per Francesco, “oltre a prendere decisioni coraggiose e importanti sull’uso delle risorse naturali, e in particolare sulle future fonti di energia, è lavorare e camminare verso una cultura capace di combattere l’indifferenza”. “Uno dei mali che più ci colpiscono sta nella cultura dell’indifferenza”, la tesi del Papa, secondo il quale “urge mobilitarsi per aiutare a prendere coscienza che se un membro della nostra famiglia soffre, tutti soffriamo con lui; perché non si raggiunge una interconnessione se non si coltiva la saggezza dell’appartenenza, l’unica capace di assumere i problemi e le soluzioni in modo globale. Apparteniamo gli uni agli altri”.

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