Papa in Giappone: ai giovani, “grazie a Dio non ci sono ancora i selfie dell’anima”

“Testimoniate che l’amicizia sociale è possibile!”. È l’invito della parte finale del discorso rivolto dal Papa ai giovani del Giappone, nella cattedrale di Tokyo. “Per mantenerci fisicamente vivi, dobbiamo respirare, è un’azione che eseguiamo senza accorgercene, automaticamente”, ha spiegato Francesco: “Per rimanere vivi nel senso pieno e ampio della parola, dobbiamo anche imparare a respirare spiritualmente, attraverso la preghiera e la meditazione, in un movimento interno, attraverso il quale possiamo ascoltare Dio, che ci parla nel profondo del nostro cuore. E abbiamo anche bisogno di un movimento esterno, col quale ci avviciniamo agli altri con atti di amore e di servizio. Questo doppio movimento ci permette di crescere e di riconoscere non solo che Dio ci ha amato, ma che ha affidato a ciascuno di noi una missione, una vocazione unica e che la scopriamo nella misura in cui ci doniamo agli altri, a persone concrete”. “Per crescere, per scoprire la nostra identità, bontà e bellezza interiore, non possiamo guardarci allo specchio”, il monito del Papa: “Hanno inventato tante cose, ma grazie a Dio non ci sono ancora i selfie dell’anima. Per essere felici, dobbiamo chiedere aiuto agli altri, che la foto la faccia un altro, cioè uscire da noi stessi e andare verso gli altri, specialmente i più bisognosi”.

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