Colombia: mons. Henao (Pastorale sociale), “riconoscere esercizio legittimo della protesta, Dialogo nazionale convocato da Duque grande opportunità”

“I processi di mobilitazione della cittadinanza e la protesta sociale” vanno riconosciuti come “un esercizio legittimo ed espressione che manifesta la vivacità della nostra democrazia”. E “il dialogo dev’essere la strada per edificare la convivenza e la riconciliazione”, a partire dalla convocazione di un dialogo nazionale da parte del presidente Iván Duque, visto come “una grande opportunità”. Lo scrive mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, segretario della Pastorale sociale Caritas dell’episcopato colombiano, nella sua qualità di presidente (di nomina governativa) del Consiglio nazionale della pace, riconciliazione e convivenza (Cnprc), organo consultivo nazionale composto da trentasei organismi della società civile, previsto dagli accordi di pace del 2016.
La nota del presidente del Cnprc prosegue: “Esprimiamo la necessità di riconoscere, ascoltare e comprendere le esigenze dei cittadini espresse attraverso lo sciopero nazionale, così come il loro desiderio di costruire la pace e rafforzare la democrazia. Di conseguenza, sottolineiamo la partecipazione pacifica dei cittadini”.
Alla luce di ciò, “invitiamo il Pubblico ministero e la Procura generale a investigare con rigore rispetto agli atti di violenza verificatisi durante la protesta, e di attivare canali rapidi per prendere in esame le denunce della cittadinanza. Esortiamo le autorità e i cittadini a proteggere i diritti umani come la vita, l’integrità e la protesta sociale. Chiediamo anche ai cittadini di bloccare la strada alle false notizie, che generano ansia e paura tra le comunità di denunciare gli atti di vandalismo che cercano di distorcere lo scopo sociale dei processi in corso. In quanto soggetto che costruisce la pace e la riconciliazione, esprimiamo il pieno rifiuto di qualsiasi azione violenta, da dovunque venga e che abbia come proposito quello di delegittimare la protesta sociale, minacciare il benessere dei cittadini, dei dipendenti pubblici o dei beni e servizi pubblici”.
Per mons. Henao, lo scopo del Dialogo deciso dal presidente è il “momento propizio” per partecipare a un “grande patto sociale e politico” in grado di rafforzare la democrazia.

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