Festival della migrazione: a Modena dal 28 al 30 novembre per superare la fase emergenziale e parlare di integrazione

Numeri, volti, proposte: parte a Modena la quarta edizione del Festival della Migrazione da giovedì 28 a sabato 30 novembre. Come negli anni scorsi nei tre giorni del Festival si susseguiranno incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, libri. Torna, dopo il successo 2018, il ‘pranzo dei popoli’, mentre venerdì 29 tutta la giornata sarà dedicata alla presentazione, in anteprima nazionale, del Rapporto: “Il Diritto d’Asilo 2019. Non si tratta solo di Migranti. L’Italia che resiste, l’Italia che accoglie” della Fondazione Migrantes. Tra gli ospiti: lo scrittore Tahar Ben Jelloun giovedì 28, ma anche il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni, mons. Guerino Di Tora, il vescovo di Modena-Nonantola e l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Erio Castellucci e mons. Giancarlo Perego, giornalisti testimoni del fenomeno migratorio come Brahim Maarad, Valentina Furlanetto e Nello Scavo, gli esperti e Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, imprenditori stranieri come Kapche Pango Lyle Ruben. Il Festival della Migrazione sarà aperto da un videomessaggio del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che non potendo partecipare direttamente ha voluto comunque farsi presente all’iniziativa. Don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, spiega: “La sfida delle migrazioni oggi non riguarda tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca. Per troppo tempo forse abbiamo pensato che era sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di tanti!) in mare e portarlo in qualche porto  italiano. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni – conclude il direttore Migrantes – non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”. Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione promotrice insieme a Fondazione Migrantes: “Il Festival della Migrazione cresce e vuole diventare grande con un’idea molto definita: quella di superare la fase emergenziale e puntare sull’inclusione delle persone che hanno trovato accoglienza e prospettive nel nostro Paese”.

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