Sussidiarietà: Casellati, “promuovere una maggiore partecipazione degli enti locali e regionali alle scelte decisionali”

“Migliorare l’applicazione dei principi di sussidiarietà significa migliorare la qualità delle politiche pubbliche e la loro efficacia, efficienza ed economicità. Come giustamente rilevato dalla task force sulla sussidiarietà e proporzionalità, uno degli aspetti dirimenti è e sarà la capacità di promuovere una maggiore partecipazione degli enti locali e regionali alle scelte decisionali”. Lo ha affermato questa mattina il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in apertura dei lavori della nona Conferenza della sussidiarietà.
Per la seconda carica dello Stato, “il grande tema della sussidiarietà ci riporta all’essenza stessa della vita democratica delle istituzioni e al loro primo e qualificante compito: operare per il bene comune, al servizio esclusivo dei cittadini”.
“Le numerose e qualificanti sfide insite nelle dinamiche socio-economiche della contemporaneità – ha sottolineato Casellati – impongono a tutti i rappresentanti del popolo uno sforzo aggiuntivo rispetto alla necessità di valutare tutte le possibili innovazioni o integrazioni, sia legislative che regolamentari, per rendere l’azione pubblica sempre più efficace ed efficiente”.
Il presidente del Senato ha richiamato “la straordinaria attualità del principio di sussidiarietà e della sua concreta applicazione”. “Un principio – ha spiegato – direttamente legato alle radici stesse dell’Europa, al pensiero storico e filosofico che ne ha ispirato e tratteggiato il percorso di integrazione, alla sua evoluzione geo-politica”. “Se la dottrina sociale della Chiesa rappresenta, già sul finire del XVIII secolo, uno straordinario elemento di riflessione rispetto alla sussidiarietà di carattere orizzontale, il secolo scorso – ha proseguito – ci ha offerto spunti e analisi fondamentali per una contestualizzazione sociale, politica, culturale e spirituale”. Casellati ha citato Altiero Spinelli e Giovanni Paolo II e ha richiamato il trattato di Maastricht e le “leggi Bassanini”.

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