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Parlamento europeo: regista e attivista ucraino Oleg Sentsov a Strasburgo per ritirare il Premio Sacharov

(Bruxelles) Stava scontando una pena di 20 anni di carcere per essersi opposto all’annessione della Crimea alla Russia il regista ucraino Oleg Sentsov (in una foto d’archivio), quando veniva proclamato vincitore del Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2018. Alla cerimonia di conferimento il 12 dicembre dello scorso anno a Strasburgo erano arrivati la cugina e l’avvocato di Sentsov, portando un messaggio scritto dal regista nella colonia penale russa a 2000 chilometri a nord di Mosca, dove si trovava dal 2015: “Con una parola puoi esortare, curare, salvare o uccidere, se comandi di sparare”, aveva scritto Sentsov, “puoi fare un appello alla resa, ma anche alla resistenza e alla lotta, anche se sai che morirai. Ma non importa quanto avrai vissuto, importa come muori e per che cosa muori”. Sentsov, accusato di tramare un’azione terroristica ai danni della Russia, era stato arrestato, sottoposto a un processo-farsa, e condannato a 20 di carcere; durante la prigionia aveva fatto uno sciopero della fame di 145 giorni per chiedere la liberazione di prigionieri ucraini, ingiustamente detenuti. A settembre è stato liberato, nel quadro di uno scambio di detenuti tra Russia e Ucraina. Il 26 novembre Sentsov sarà a Strasburgo per essere insignito di persona di questo emblematico premio del Parlamento europeo, consegnato ogni anno a persone che dedicano la propria vita alla lotta pacifica a favore dei diritti umani e alla libertà di pensiero.

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