Obolo di San Pietro: mons. Poli (responsabile Ufficio), “finalità non tradite se parte della colletta viene risparmiata e investita”

mons. Luigi Poli, responsabile dell'Ufficio per l'Obolo di San Pietro della Segreteria di Stato vaticana (ph. Gennari/SIR)

“Questa proposta della Segreteria di Stato è nata per dire alle persone che donare per sostenere le opere del Papa è una cosa semplice e può essere fatta in ogni momento dell’anno”. Lo ha detto mons. Luigi Poli, responsabile dell’Ufficio per l’Obolo di San Pietro della Segreteria di Stato vaticana, intervenendo oggi all’assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana dei settimanali cattolici, in corso a Roma. “L’Obolo è costituito dalle offerte donate al Santo Padre per il suo ministero, che è apostolico quanto caritativo – ha aggiunto -. Esso proviene da tutta la comunità credente e si riversa sul mondo intero”. Donazioni che consentono di “sostenere l’attività di magistero e di guida della Chiesa universale”. Mons. Poli ha quindi evidenziato che questi fondi servono anche per “fornire aiuti di emergenza in casi di calamità e disastri naturali”, per “finanziare progetti di assistenza umanitaria e di sviluppo”. “Finalità – ha sostenuto – che non sono certo tradite se parte della colletta viene risparmiata e investita. Con il frutto degli investimenti si può, infatti, proseguire l’azione della Santa Sede nel tempo, assicurando la continuità che è richiesta quando gli impegni abbracciano un arco che supera di gran lunga il singolo anno”. Infine, un grazie ai direttori dei settimanali cattolici: “Quando questa iniziativa è cominciata, nel 2005, l’Obolo di San Pietro era qualcosa di poco noto al grande pubblico. Adesso, grazie alla vostra opera, è conosciuta anche ai fedeli”.

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