Nicaragua: appello del Celam, “la comunità internazionale faccia il possibile per riportare la democrazia”

“Pace per il Nicaragua!”. Si intitola così il comunicato della presidenza del Celam il Consiglio episcopale latinoamericano, diffuso ieri a Bogotá (Colombia), dove si è concluso l’incontro della presidenza, allargato a un’apposita commissione di vescovi e di esperti, per mettere a punto il processo di rinnovamento e ristrutturazione dell’organismo ecclesiale. Solo 24 ore prima il Celam aveva invece rivolto un messaggio dedicato ai conflitti in atto in tutto il Continente. Nel comunicato di ieri viene rivolto “un urgente appello alla pace”. Solidarietà viene espressa alla Conferenza episcopale nicaraguense e in particolare al suo presidente, il card. José Leopoldo Brenes, che è anche vicepresidente del Celam, che ha deciso di restare in questi giorni a Managua e non partecipare all’incontro di Bogotá.
Solidarietà viene espressa anche a padre Edwing Román e alle madri dei detenuti politici, in sciopero della fame e sotto assedio nella parrocchia di San Miguel, a Masaya. E viene condannata la presa di possesso della cattedrale di Managua, poi cessata, da parte delle “turbas” fedeli a Ortega.
Il Celam si rivolge alle autorità di Managua, chiedendo “la cessazione delle aggressioni”, e alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie, perché “facciano il possibile nell’ambito dei loro compiti perché ci sia democrazia in Nicaragua”.

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