Diocesi: mons. Maniago (Castellaneta), “il primo frutto visita pastorale sia una rinnovata presa di coscienza ecclesiale”

“Il nostro cuore deve essere sempre colmo di gratitudine” perchè “ci sarà più facile contemplare come Dio compia la salvezza nelle nostre comunità con la potenza del suo Cristo e come nella quotidiana lotta contro il male possiamo essere vincitori in forza del sangue di Cristo, Agnello immolato per noi, cibo e bevanda di vita nuova segnata da una testimonianza che si esplicita nel dono di sè, una vita segnata dallo spendersi per il vangelo animati dalla stessa carità di Cristo”. Lo ha detto, ieri sera, mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta, nei vesprie che hanno aperto ufficialmente la visita pastorale, a dieci anni dall’ultima compiuta dal suo predecessore, mons. Pietro Fragnelli nel 2007-2009. “Il primo frutto che dobbiamo chiedere – ha spiegato il presule – è una rinnovata presa di coscienza di ciò che siamo come Chiesa. Della nostra coscienza ecclesiale che ci deve far crescere nell’impegno a edificare comunità accoglienti, fraterne e generative. Infatti rischiamo spesso di diventare comunità affettive, dei gruppi di amici, delle specie di associazioni con sensibilità religiosa più spiccata, delle onlus più o meno organizzate, ma quanto manca ancora ad una vera e piena coscienza ecclesiale?”.
Il vescovo ha evidenziato: “La certezza che Gesù è venuto, è con noi e non ci abbandonerà mai e ci chiama a vivere da figli sarà per tutti noi punto di riferimento nella visita pastorale, negli incontri, nelle riflessioni, nella preghiera in modo che, accogliendo la sua visita cresciamo nella consapevolezza della nostra responsabilità di battezzati e ci impegniamo con maggior decisione a rinnovare le nostre parrocchie perchè siano sempre più generative e missionarie”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy