Settimanali cattolici: mons. Russo (Cei), “di fronte all’evoluzione digitale c’è a rischio la sopravvivenza”

foto SIR/Marco Calvarese

Non “semplici fogli o bollettini” ma “giornali veri e propri, chiamati a integrare alla funzione informativa anche quella formativa”. Così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, in apertura della XIX Assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). “Queste testate hanno una prospettiva propria e originale attraverso cui assolvere la missione di organo informativo. Ciò non significa che, in quanto strumento di comunicazione, non abbiano obiettivi comuni e caratteristiche analoghe a tutti gli altri media; vuol dire piuttosto che si distinguono da essi per lo ‘spirito’ che le anima”, ha spiegato mons. Russo: “Ed è questo stesso spirito che oggi è chiamato al confronto con le forme di un’evoluzione digitale che sembra fagocitare tutto. Quali saranno gli scenari del futuro? Sopravvivrà il cartaceo? Cosa sarà di noi? Sono domande che colgo nella loro sofferenza, a volte sfiducia, e che, comunque, presentano un’incertezza diffusa”. Per il segreterio generale, “le difficoltà sono tantissime; a rischio c’è la sopravvivenza dell’esperienza come per altre realtà editoriali; inutile negare una certa fatica nel trovare ricette utili. E, d’altronde, questi presidi territoriali stanno diminuendo sempre più. Non si tratta di un dato ascrivibile alle sole nostre realtà. C’è un elemento, però, che non va trascurato: l’informazione è innovazione”. “I settimanali, in sé e per sé, sono innovazione. E la storia ne è testimone. Ma non bisogna fermarsi al passato. Avremo futuro se saremo innovativi dentro! Anche nell’ambiente comunicativo – ha ribadito mons. Russo – vale il principio educativo: il soggetto è colui che dev’essere formato e insieme il più grande formatore di se stesso”.

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