Costa Rica: messaggio di vicinanza e solidarietà dei vescovi alla chiesa del Nicaragua, “cessino attacchi e violenze”

“Con grande dolore osserviamo atti di persecuzione, molestie, aggressioni, profanazione dei templi e mancanza di rispetto per la libertà religiosa e la coscienza, tutti fatti che hanno provocato la sofferenza di tanti fratelli e delle loro famiglie”. Lo scrivono i vescovi della Conferenza episcopale del Costa Rica (Cecor), esprimendo vicinanza al popolo fratello del Nicaragua. “Nel nostro sentimento di pastori, comprendiamo la dimensione dell’angoscia che stanno vivendo i nostri fratelli vescovi della Conferenza episcopale e il popolo nicaraguense, con sincera vicinanza esprimiamo la nostra solidarietà, l’accompagnamento nella preghiera e alziamo la voce della nostra condanna per la violazione dei diritti umani fondamentali”. Con il popolo di Dio del Nicaragua, si ricorda nella nota, “siamo uniti dalla storia della fede che risale ai tempi delle colonie e dopo l’erezione della diocesi del Costa Rica, nel 1850, condividiamo l’amore per la Madre celeste”. Oggi, proseguono i vescovi, “la Chiesa cattolica in Nicaragua ci dà testimonianza di perseveranza e speranza, essendo la voce di coloro che non hanno voce”.
Alla luce di quanto sta accadendo, “è urgente che cessino molestie e persecuzioni contro la Chiesa cattolica. In particolare, affermiamo che l’assedio e la privazione di servizi fondamentali, come acqua e cibo, a cui sono stati costretti il parroco di San Miguel Arcángel de Masaya e un gruppo di fedeli non devono essere prolungati”. Inoltre, deve prevalere il sistema giuridico, per impedire la violenza dei gruppi violenti contro le chiese e le persone in generale. È anche il momento che la Comunità internazionale si pronunci”.

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