Bolivia: 102 posti di blocco dei manifestanti pro Morales nel Paese. Lunedì a El Alto manifestazione per la pace

La Bolivia fa i conti con il bilancio drammatico degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che si sono svolti martedì all’impianto di stoccaggio del carburante di Senkata, nella periferia di El Alto, la popolosa città satellite che sovrasta La Paz. Il bilancio è di otto morti e numerosi feriti, ma il Ministero della difesa ha comunicato di voler presidiare l’impianto, strategico per la distribuzione di carburante nell’agglomerato di La Paz e El Alto, dove la benzina iniziava a scarseggiare. A El Alto è stata convocata, per lunedì prossimo, una Marcia per la pace, nel corso della quale saranno esposte bandiere e lenzuola di colore bianco. In generale, come riferisce l’agenzia dei gesuiti boliviani Fides, sono 102 in tutto il Paese (in sette dipartimenti su nove) i posti di blocco, in punti strategici delle comunicazioni del Paese, attuati dai manifestanti vicini all’ex presidente Evo Morales. Ieri il Governo ha fatto circolare la registrazione di una telefonata che Morales ha fatto con un suo militante, nel quale svela la sua strategia per “bloccare” il Paese e mantenere alta la tensione. Nel frattempo, l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) ha approvato una risoluzione attraverso la quale chiede al Governo di accelerare la convocazione delle elezioni generali dopo l’annullamento di quelle dello scorso ottobre.

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