Società: Istat, in Italia meno matrimoni e più libere unioni (quadruplicate in 20 anni). In aumento i riti civili, anche per le prime nozze

In Italia, la diminuzione dei primi matrimoni è da mettere in relazione in parte con la progressiva diffusione delle libere unioni. Queste, dal 1997-1998 al 2017-2018, sono più che quadruplicate passando da circa 329mila a 1 milione 368mila. L’incremento è dipeso prevalentemente dalla crescita delle libere unioni di celibi e nubili, passate da 122mila a 830mila circa. È quanto emerge dal report “Matrimoni e unioni civili” diffuso oggi dall’Istat e relativo all’anno 2018.
“Questa modalità del fare famiglia – spiega l’Istat – è sempre più diffusa anche nel caso di famiglie con figli; l’incidenza di bambini nati fuori del matrimonio è in continuo aumento: nel 2017 quasi un nato su tre ha i genitori non coniugati”.
“Un altro tratto distintivo dell’evoluzione della nuzialità – segnala il report – è la crescita sostenuta delle nozze celebrate con il rito civile, passate dal 2,3% del 1970, al 36,7% del 2008 fino al 50,1% del 2018 (98.182 matrimoni celebrati con rito civile, circa 8mila in più rispetto al 2008). Al Nord la quota è del 63,9% mentre al Sud è meno della metà (30,4%)”.
Sono celebrate prevalentemente con rito civile le seconde nozze e successive (94,6%) e i matrimoni con almeno uno sposo straniero (89,5%). Nell’ultimo decennio sono aumentate, sia la quota di matrimoni successivi al primo (dal 13,8% sul totale dei matrimoni celebrati nel 2008 al 19,9% del 2018) sia la quota di matrimoni dove almeno uno degli sposi è straniero (dal 15% del 2008 al 17,3% del 2018). L’aumento del rito civile, quindi, è in parte spiegabile con l’aumento delle tipologie di matrimonio che vi fanno tipicamente ricorso. Tuttavia, la scelta di celebrare il matrimonio con il rito civile si sta affermando rapidamente anche nei primi matrimoni (dal 27,9% del 2008 al 39,1% del 2018).

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