Scuola: Roma, presentato “Giorni da prof – Viaggio nel mondo degli adolescenti” di Silvia Rossetti

Presentazione, ieri sera a Roma, del libro “Giorni da prof – Viaggio nel mondo degli adolescenti” (edizioni L’Occhio di Horus Aps) di Silvia Rossetti, insegnante di lettere presso una scuola secondaria di primo grado della Capitale e giornalista. Per l’Agenzia Sir cura da oltre tre anni una rubrica settimanale sui temi dell’adolescenza. “Si tratta di un viaggio dentro la scuola – ha detto nella presentazione Cinzia Tani, scrittrice e giornalista –, una sorta di diario ricco di episodi che riguardano la quotidianità di chi a scuola trascorre molto tempo e lavora”. Si parte, allora, con i primi giorni di scuola, “una zona franca del calendario scolastico, una sorta di tempo dedicato al rodaggio delle regole, una tregua in cui l’esercito si schiera e si organizzano le fila”. È il tempo dell’“accoglienza”. “I ragazzi hanno bisogno di essere accolti per primi. La scuola per alcuni di loro è un rifugio”, ha spiegato Rossetti. E poi un susseguirsi di episodi, di racconti sui luoghi della scuola, come il bagno, il corridoio, oppure l’interrogazione e il terrore della “scena muta”, fino ad arrivare alle riflessioni “della sera” dell’insegnante-narratore. Il pensiero va al confronto tra scuola e famiglia, alla povertà educativa che “non riguarda solo le sacche sociali di basso reddito” e che si “diffonde anche nella qualità degli insegnanti”, per arrivare al bullismo e al cyberbullismo. Temi cari all’autrice che da anni è referente per la prevenzione e il contrasto a questi fenomeni. A scuola si è occupata in varie occasioni di educazione all’uso corretto del web e dei social network. Il libro contiene un breve testo teatrale scritto dagli alunni di una terza e rappresentato in occasione della Giornata dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. “La scuola è un mondo strano – ha scritto l’autrice –, trasuda umanità in tutte le sue sfaccettature, un luogo deputato all’apprendimento, ma è anche moltissimo altro, un luogo emotivo, un posto che ti turba, che ti scava dentro, che a volte ti uccide e poi ti permette di risorgere. In questo viaggio l’insegnante è un sarto che cuce abiti addosso ai suoi allievi. Bisogna trovare la forza di farlo, anche quando si è stanchi. La scuola è un cammino impervio ma fruttuoso, da intraprendere con tenacia fra mondi vicini e al contempo discontinui”.

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