Notizie Sir del giorno: Papa a giovani vietnamiti, manovra, Giornata infanzia, Bolivia, Fisc al Quirinale, migranti e religioni, matrimoni e unioni civili

Papa Francesco: ai giovani vietnamiti, “onestà, responsabilità e ottimismo”

“Che mediante la vostra testimonianza i messaggi salvifici di Dio raggiungano i cuori dei vostri vicini e connazionali. Sempre la testimonianza, mai il proselitismo!”. Ad esclamarlo è il Papa, nel videomessaggio inviato ai giovani vietnamiti in occasione della Giornata della gioventù organizzata nelle diocesi settentrionali del Vietnam. “Onestà, responsabilità e ottimismo”, le tre parole consegnate loro dal Papa, “tutte e tre accompagnate dal discernimento”. “In una società mondiale guidata dal materialismo è difficile essere fedeli alla propria identità e alla propria fede religiosa senza la capacità di discernimento, e questo succede in tutte le città e in tutti i Paesi del mondo”, spiega Francesco, che poi ammette: “Può darsi che l’onestà spesso causi degli svantaggi. Può darsi che il senso di responsabilità porti disagi e richieda sacrifici. Può essere che l’ottimismo appaia strano davanti alle realtà corrotte di questa società mondiale. Ma proprio questi valori sono ciò che la vostra società, e anche vostra Chiesa, necessitano da voi”. “Non abbiate paura di far risplendere la vostra bella identità cattolica” l’invito del Papa: “Questo vi renderà anche più patriottici, più vietnamiti: un grande amore alla vostra Patria, una grande lealtà come patrioti”. (clicca qui)

Ue-Italia: Commissione, semaforo verde alla manovra italiana. “Ma rischi su deficit e debito”

(Bruxelles) “Debito elevato” e “rischi di non rispetto del Patto di stabilità”: oggi la Commissione europea ha presentato i suoi pareri sui documenti programmatici di bilancio 2020 degli Stati membri della zona euro e per l’Italia arriva un sostanziale via libera alla manovra, benché il governo di Roma sia messo in guardia da possibili derive finanziarie. L’esecutivo constata che “nessun documento programmatico di bilancio 2020 presenta un’inosservanza particolarmente grave dei requisiti del Patto di stabilità e crescita. I documenti programmatici di nove Stati membri sono conformi al Patto, due Stati sono sostanzialmente conformi e per otto Stati membri i documenti programmatici presentano un rischio di non conformità” fra questi l’Italia. Riassumendo: i documenti programmatici di bilancio di Germania, Irlanda, Grecia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Austria risultano conformi al Patto di stabilità e crescita nel 2020. I documenti programmatici di Estonia e Lettonia risultano sostanzialmente conformi. Infine, per Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia i documenti programmatici di bilancio “presentano un rischio di non conformità” al Patto. “L’attuazione dei documenti programmatici di questi Stati potrebbe determinare una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento al rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine. Per Belgio, Spagna, Francia e Italia le proiezioni segnalano anche la non conformità con il parametro per la riduzione del debito”. (clicca qui)

Giornata mondiale infanzia: Mattarella, “l’indice di progresso di una società si misura dal modo in cui tutela i minori. Molto resta ancora da fare per i bambini”

“Trenta anni fa l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconoscendo i diritti umani dei bambini, dei fanciulli e dei ragazzi, la necessità di politiche e strumenti adeguati a tutelarne la vulnerabilità e promuoverne la crescita. Grazie a quanto fatto, le condizioni in cui vivono bambini e ragazzi hanno registrato nel mondo e nel nostro Paese progressi importanti”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. “Tuttavia – precisa il capo dello Stato -, molto resta ancora da fare per i bambini che vivono in contesti difficili o in condizioni di fragilità e nell’implementazione dei diritti basilari in un mondo in trasformazione”. E, ancora, “non possiamo abbassare il livello di guardia nella tutela dei minori vittime di conflitti armati, di quanti appartengono a minoranze, di coloro i quali necessitano di specifica protezione e sostegno per situazioni di vita o condizioni fisiche”. “L’indice di progresso di una società si misura dal modo in cui tutela i minori, nonché dalle risorse e dalle scelte che dedica loro. In questo ambito è il futuro stesso della società a essere in gioco”. (clicca qui)
In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, il Sir ha intervistato lo psichiatra Vittorino Andreoli (clicca qui) e il presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella (clicca qui); spazio anche allo studio su religioni e diritti dei bambini, presentato oggi presso la sede Onu di Ginevra (clicca qui)

Bolivia: vescovi, “gruppi sociali manifestino pacificamente, Polizia non esageri con repressione”

“Condanniamo la violenza, da qualunque parte provenga. Ricordiamo ancora una volta che è irrazionale e irresponsabile e non è una soluzione ai conflitti tra esseri umani. Alziamo la voce per chiedere a tutti: basta morte! Basta con la violenza! Basta sofferenza e dolore!”. Lo scrivono i vescovi della Bolivia, in una nota diffusa nel pomeriggio (ora italiana), in seguito alle nuove violenze che si susseguono nel Paese. In particolare, a El Alto, gli scontri di ieri hanno provocato morti e decine di feriti. I vescovi della Bolivia, “di fronte alla spirale dell’irrazionalità e della violenza che sta crescendo e che ha già causato numerosi morti e feriti, coprendo la comunità boliviana di lutto, sono solidali con le famiglie delle persone coinvolte e suscitano preghiere per il riposo eterno dei orti e il pronto recupero dei feriti”. Prosegue la nota: “Ci rivolgiamo alle persone di buona volontà: non lasciamo che gli istigatori criminali generino ulteriori dolore e morte. Invitiamo i gruppi a esprimere le loro richieste in modo pacifico. Chiediamo alle forze dell’ordine di non usare la forza in modo eccessivo”. “A coloro che hanno nelle loro mani il potere e la capacità di fermare tutto ciò, di non esortare allo scontro e alla violenza, ma di esprimere parole di pace e riconciliazione”. (clicca qui)

Settimanali cattolici: Mattarella alla Fisc, “stimolate nei concittadini capacità critica e senso di comunità”

“Stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”. È la consegna data oggi pomeriggio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una rappresentanza della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), guidata dal presidente uscente don Adriano Bianchi. Riferendosi alla Federazione, il Capo dello Stato ha parlato di una “realtà articolata e importante”, di una “presenza preziosa”, di “un bel panorama”. Parlando della stampa locale, i “giornali di popolo, definizione che è molto bella, perché dà l’idea di quel che è la sua realtà da cui trae origine, in cui si esprime e a cui si rivolge”, Mattarella ha sottolineato come “i giornali locali sono quelli che hanno i lettori più esigenti” perché “parlano di realtà che i lettori sovente conoscono direttamente”. “L’antidoto alle fake news è molto più forte, c’è una maggiore attendibilità nelle testate locali per l’informazione che viene fornita”, ha evidenziato. Le 183 testate aderenti “dimostrano che c’è una forte resilienza, malgrado le difficoltà che periodicamente affiorano e anche qualche assalto che ogni tanto involontariamente viene rivolto alla stampa locale o generalmente ai mezzi di comunicazione”, ha proseguito il presidente, facendo riferimento anche alle “esigenze di carattere normativo cui si è attenti, che sono importanti e che vanno seguite anche da questo Palazzo”. (clicca qui)

Migranti e religioni: mons. Spreafico (Cei), “l’odio verso chi è è diverso è pericolo ancora oggi. Le Chiese siano baluardo contro le paure”

“L’odio verso chi è considerato diverso può diventare eliminazione e morte. Gli ebrei erano cittadini italiani non diversi da noi, eppure le colpe della situazione sociale furono addebitate a loro e vennero sterminati. È un pericolo da cui ci dobbiamo guardare anche oggi, perché nessuna fase storica ne è immune”. Lo ha affermato oggi a Roma mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, a conclusione del convegno “Migranti e religioni” organizzato insieme all’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Per il vescovo, la religione “ha un ruolo importante, perché se vissuta in profondità può portare semi di incontro e di dialogo”, mentre “le nostre comunità – ha sottolineato – possono essere segno di condivisione, per dimostrare che è possibile vivere insieme, seppur nelle differenze”. Da qui l’auspicio a “costruire delle relazioni per superare le paure”. “Se noi riconoscessimo nell’altro l’impronta divina – ha chiesto – saremmo ancora capaci di scartare chi è diverso da noi?”. Mons. Spreafico ha quindi invitato tutte le comunità cristiane ad “essere baluardo contro le paure e testimoni di Gesù, che includeva tutti nel suo amore gratuito, cominciando dagli esclusi. Solo questo e non altro è il Vangelo”. (clicca qui)

Società: Istat, nel 2018 celebrati in Italia 195.778 matrimoni. +2,3% in un anno, ma ci si sposa sempre più tardi

In Italia negli ultimi dieci anni, i matrimoni tra celibi e nubili sono passati da oltre 210mila nel 2008 a quasi 157mila nel 2018. Nel 2017 si è registrato il minimo relativo delle prime nozze (152.500), in parte recuperate nel 2018. Infatti, tra il 2017 e il 2018, la crescita registrata nel totale dei matrimoni è dipesa quasi esclusivamente dall’aumento dei primi matrimoni che, con 4.370 eventi in più, hanno raggiunto 156.870 celebrazioni. Sono alcuni dei dati del report “Matrimoni e unioni civili” diffuso oggi dall’Istat e relativo all’anno 2018.
“Nella maggior parte dei primi matrimoni – spiega l’Istat – entrambi gli sposi sono cittadini italiani (l’86%) e sono proprio le nozze di questa tipologia a essere in forte flessione rispetto al 2008: da 185.749 prime nozze a 134.249 nel 2018 (con una riduzione di 51mila e 500 unità)”. Tra i dati più evidenti, il fatto che in Italia, il rinvio delle prime nozze verso età più mature è sempre più accentuato. Attualmente gli uomini che si sposano per la prima volta tra i 16 e i 49 anni hanno in media 33,7 anni, le donne 31,5 (rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto al 2008). Secondo l’Istat, la diminuzione dei primi matrimoni è da mettere in relazione in parte con la progressiva diffusione delle libere unioni. Queste, dal 1997-1998 al 2017-2018, sono più che quadruplicate passando da circa 329mila a 1 milione 368mila. L’incremento è dipeso prevalentemente dalla crescita delle libere unioni di celibi e nubili, passate da 122mila a 830mila circa. Infine, nel 2018 in Italia 2.808 unioni civili di coppie dello stesso sesso. (clicca qui)

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