Nicaragua: cattedrale di Managua riconsegnata dopo il ritiro delle madri dei detenuti. Card. Brenes, “resto a fianco del mio popolo”

“Ho una chiara coscienza della situazione del Paese e fin dalla settimana scorsa, quando sono accaduti i fatti di Masaya, ho cancellato il mio viaggio per restare a fianco del mio popolo e dei sacerdoti”. Lo ha detto ieri, all’emittente Canal Catolico, l’arcivescovo di Managua, card. José Augusto Brenes, smentendo così, in modo categorico, le voci di una sua imminente fuga dal Nicaragua. Anzi, il porporato ha rinunciato a prendere parte, questa settimana, ai lavori della presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), organismo del quale il card. Brenes è vicepresidente.
Nel frattempo, ieri sera (ora locale), come informa in un comunicato l’arcidiocesi di Managua, le madri dei detenuti politici che avevano iniziato uno sciopero della fame presso la Cattedrale, si sono ritirate attraverso automobili messe a disposizione dalla Croce Rossa, accompagnate da padre Luis Herrera, rettore della cattedrale. Poco dopo le forze governative che avevano preso possesso della cattedrale hanno consegnato la custodia della chiesa a mons. Andrea Piccioni, segretario della Nunziatura apostolica, e a padre Boanerges Carballo, delegato dell’arcivescovo Brenes, accompagnato da un gruppo di sacerdoti della cattedrale.
Permane, invece, l’assedio alla chiesa di San Miguel di Masaya, dove sono in pratica prigionieri il parroco, padre Edwin Roman, e le mamme che invece proseguono lo sciopero della fame.

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