Casa della carità: don Colmegna (presidente), “essere una realtà che collabora con gli altri cuori pensanti della città, con uno sguardo sempre al futuro”

L’anniversario della Casa della carità “Angelo Abriani” – quest’anno il 17° – vuole essere come sempre un momento di aggregazione aperto a tutta la città, ma anche un’occasione di riflessione e rinnovamento del mandato della Fondazione voluta nel 2002 dall’allora arcivescovo di Milano, il card. Carlo Maria Martini: praticare ospitalità in gratuità, rispondere alle emergenze sociali promuovendo diritti ed essere laboratorio culturale da cui diffondere i valori della carità.
Si comincia domenica 24 novembre, con una giornata interamente dedicata agli ospiti, agli operatori, ai volontari e a chi frequenta la Casa. Alle 12, la messa sarà concelebrata da don Virginio Colmegna e don Mario Antonelli, vicario episcopale per l’educazione e la celebrazione della fede dell’arcidiocesi di Milano, e dalle 14,30 un momento di festa, dedicato a bambini e famiglie e aperto a tutta la città, nel quale si alterneranno “La famiglia Mirabella”, spettacolo della compagnia “Il Teatro Viaggiante”, e “Il cuoco e la sirena”, spettacolo del Teatro Pane e Mate. In conclusione merenda tutti insieme.
Lunedì 25 novembre, alle 18, sempre nell’auditorium della Fondazione, il sociologo ed economista Mauro Magatti e la clarissa cappuccina suor Chiara Francesca Lacchini, insieme al presidente della Fondazione Casa della carità don Virginio Colmegna, dialogheranno intorno al tema “La carità di fronte alle sfide del futuro”.
“Sollecitati da Papa Francesco, che ci invita in continuazione a prestare attenzione alle sofferenze degli esclusi per poter costruire un futuro migliore, e dalla sua Enciclica Laudato Si’, vogliamo interrogarci e interrogare la città su quali sfide attendono la carità, in un mondo sempre più segnato dalle disuguaglianze economiche e ambientali”, spiega don Colmegna. “Con suor Chiara Francesca – aggiunge – andremo alla radice del messaggio della Laudato Si’, per riscoprire la figura di Francesco, il Santo di Assisi. Con Magatti, che ci regalò uno dei documenti fondativi della Casa – ‘Il punto di vista della carità’ – quando essa muoveva i suoi primi passi, vogliamo invece chiederci come, in un contesto sociale completamente mutato rispetto ad allora, si collochi la carità, come dimensione di relazione di prossimità”.
Conclude il presidente della Fondazione: “Mai come oggi è importante la scelta culturale che Martini volle per Casa della carità: non essere soltanto una realtà gestionale, ma essere una realtà che pensa e collabora con gli altri cuori pensanti della città, con uno sguardo sempre rivolto al futuro. Nei prossimi anni, vogliamo continuare a portare avanti questa mission prestando una forte attenzione ai giovani e per questo abbiamo in progetto di avviare un cammino educativo di incontro e formazione nelle scuole, anche in collaborazione con l’Associazione Laudato Si’”.

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