Commemorazione defunti: mons. Piemontese (Terni), “tutti coalizzati per riportare la speranza nella società”

“Tanta solitudine e disperazione oggi è presente perché gli uomini hanno abbandonato la fede, messo da parte convinzioni, principi nobili che elevano l’esistenza e la rendono vera, aperta all’infinito, al prossimo, al benessere comune”. È stata celebrata questa mattina al Cimitero di Terni, dal vescovo mons. Giuseppe Piemontese, la messa per la commemorazione dei defunti, alla presenza delle Istituzioni civili e delle autorità militari cittadine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. “Questo giorno – ha detto mons. Piemontese – è stato pensato come giorno della memoria e per rinnovare e mettere a fuoco la pluralità dei ricordi, onorare quanti ci hanno preceduto: da soli, con la famiglia e con la comunità civile, sociale. Alimentiamo la pietas che alberga nell’animo umano, ossia la devozione religiosa, il sentimento d’amore e di rispetto verso la famiglia, verso gli avi. Tanta solitudine e disperazione oggi è presente perché gli uomini hanno abbandonato la fede in Gesù. Se scompare Dio dalla società, scompare anche l’uomo”. “Oggi – ha aggiunto il presule – siamo spettatori, in diretta, o come si dice: dal vivo, in onda, on line, di innumerevoli omicidi, femminicidi, suicidi, stragi, guerre, violenze fisiche a morali, a cominciare da quelle gratuite a quelle apparentemente motivate. Perfino adolescenti, radunati in bande, che bullizzano coetanei e adulti per divertimento; giovani che consumano e distruggono la propria vita con rischi irragionevoli, con l’uso di stupefacenti ormai di facile acquisto”. Da qui l’esortazione a riportare speranza con azioni concrete e responsabili a partire dalla famiglia, dalla scuola, dalla società, dalle religioni, dalla chiesa stessa. “Una corale azione per riportare in agenda non solo la libertà individuale, ma i valori umani, personali e civili della nostra cultura, i valori evangelici con la responsabilità collegata alle scelte e ai gesti di ognuno: adulti e giovani, genitori e figli, mariti e mogli, autorità e cittadini, imprenditori e prestatori d’opera: tutti coalizzati per riportare la speranza nella società, ciascuno per la sua parte. Basta odio diretto e on line, basta violenze materiali e verbali. La fede nella vita e la speranza nella risurrezione vanno seminate con urgenza, fin dall’infanzia e nelle piccole cose”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy