Papa Francesco: Angelus, “rispondere all’odio con l’amore”

L’atteggiamento del cristiano è quello “della speranza in Dio, che consente di non lasciarsi abbattere dai tragici eventi”. Lo ha detto il Papa, nell’Angelus di ieri, in cui ha spiegato che “i discepoli di Cristo non possono restare schiavi di paure e angosce; sono chiamati invece ad abitare la storia, ad arginare la forza distruttrice del male, con la certezza che ad accompagnare la sua azione di bene c’è sempre la provvida e rassicurante tenerezza del Signore”. “Il Signore ci chiama a collaborare alla costruzione della storia, diventando, insieme a lui, operatori di pace e testimoni della speranza in un futuro di salvezza e di risurrezione”, ha spiegato Francesco: “La fede ci fa camminare con Gesù sulle strade tante volte tortuose di questo mondo, nella certezza che la forza del suo Spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al potere dell’amore di Dio”. “L’amore è superiore, l’amore è più potente, perché è Dio: Dio è amore”, ha esclamato il Papa, citando l’esempio dei “martiri cristiani – i nostri martiri, anche dei nostri tempi, che sono di più di quelli degli inizi – i quali, nonostante le persecuzioni, sono uomini e donne di pace. Essi ci consegnano una eredità da custodire e imitare: il Vangelo dell’amore e della misericordia”. “Questo è il tesoro più prezioso che ci è stato donato e la testimonianza più efficace che possiamo dare ai nostri contemporanei, rispondendo all’odio con l’amore, all’offesa con il perdono”, ha concluso Francesco: “Anche nella vita quotidiana: quando noi riceviamo un’offesa, sentiamo dolore; ma bisogna perdonare di cuore. Quando noi ci sentiamo odiati, pregare con amore per la persona che ci odia”.

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