Nicaragua: Masaya, mamme dei prigionieri costrette a partecipare a messa in cappella privata. Card. Brenes, “Papa si è adoperato per liberazione prigionieri”

Anche nella giornata di ieri non si sono spenti gli echi dell’assedio e delle minacce della Polizia di Daniel Ortega a padre Edwing Román, parroco della chiesa di San Michele, a Masaya, e alle mamme dei prigionieri politici, alle quali è stato impedito di partecipare alla messa per pregare per i loro cari. Ieri la messa è stata celebrata, come ha rivelato lo stesso padre Román, a porte chiuse, nella cappella del Santissimo sacramento della parrocchia, mentre permane l’assedio delle forze dell’ordine, che hanno staccato acqua ed elettricità alle mamme che si sono rifugiate nella parrocchia.


Ieri, intanto, l’arcivescovo di Managua, il card. José Leopoldo Brenes, conversando con i giornalisti, ha confermato la condanna espressa il giorno prima in un comunicato dall’arcidiocesi di Managua. Il porporato, che si mantiene in costante contatto con il parroco, ha spiegato di aver ricevuto la solidarietà di tutti i vescovi del Paese e del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano. Ha inoltre rivelato che lo stesso Papa Francesco si è speso direttamente, attraverso i propri canali, con il Governo nicaraguense, chiedendo come gesto di buona volontà la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti.

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